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FEDERCOOP* DONNE IN COOPERAZIONE: MARTINA DALLAFIOR E MARTINA RICCA LE VINCITRICI DEI DUE PREMI DI TESI DI LAUREA

Donne in cooperazione: premiate due tesi sul ruolo delle donne. Conciliazione e parto in anonimato i temi delle due ricerche. Il presidente Mauro Fezzi: “Il movimento cooperativo ha bisogno delle donne e dei giovani per interpretare compiutamente i bisogni di oggi”.

L’assessora Sara Ferrari: “Non bastano le leggi per rendere effettiva la parità di genere. Anche in Trentino le decisioni che riguardano il nostro futuro sono assunte prevalentemente da uomini”.

La professoressa Franch: “A livello nazionale tra i docenti ordinari solo il 17 per cento è costituito da professoresse, all’ateneo di Trento la situazione è ancora peggiore”.

Sono Martina Dallafior e Martina Ricca le vincitrici dei due premi di tesi di laurea che l’Associazione Donne in Cooperazione ha deciso di conferire alle tesi maggiormente meritevoli partecipanti al bando lanciato in occasione del decennale di costituzione dell’Associazione.

Le tesi partecipanti al concorso, come specificato nel bando, dovevano avere per tema “il ruolo delle donne nello sviluppo della cooperazione, dell’economia e società civile”.

La Commissione valutatrice ha valutato la qualità delle tesi in base a quattro criteri: attinenza al tema del bando, completezza della tesi, originalità, impatto.

Martina Dallafior è risultata vincitrice per la tesi triennale, dal titolo “Il parto in anonimato: una scelta per la vita”, mentre Martina Ricca si è aggiudicata il premio per la migliore tesi specialistica, con argomento: “I benefici economici della certificazione Family Audit. Conto Economico della conciliazione: Cassa rurale di Fiemme”. Ciascuna studentessa ha ricevuto un premio di 750 euro.

La consegna delle pergamene e degli assegni è avvenuta presso la Sala Consiglio della Federazione, dove le studentesse hanno avuto modi di illustrare i passaggi più significati dei loro lavori di tesi.
“Dai giovani – ha detto aprendo l’incontro la presidente delle Donne in Cooperazione Nadia Martinelli – vengono nuovi input anche per il mondo della cooperazione. E’ stato un arricchimento analizzare il contenuto delle tesi in cui risulta centrale il ruolo delle donne”.

“Il movimento cooperativo – ha affermato il presidente della Cooperazione Trentina Mauro Fezzi – ha bisogno, soprattutto in questa stagione delicata della sua storia, delle donne e dei giovani per interpretare compiutamente i bisogni di oggi.

La problematica della parità di genere deve essere costantemente tenuta presente e tradotta in azioni concrete, non possiamo limitarci alle dichiarazioni”.

Analoga riflessione dall’assessora provinciale Sara Ferrari: “Sbagliamo se crediamo che la parità di genere sia effettiva perché ne parla una legge. La cultura che ancora oggi è predominante non consente di tradurre nella pratica quello che è sancito nelle norme. Anche in Trentino le scelte che riguardano il nostro futuro e il nostro modello di sviluppo sono assunte prevalentemente da uomini. Non avvalersi delle competenze femminili è una perdita per la nostra comunità”.

Discriminazioni e disparità si registrano anche nel mondo accademico, ha sottolineato la professoressa Mariangela Franch: “All’inizio della carriera, tra i ricercatori, esiste una situazione di equilibrio. La situazione cambia drasticamente con la progressione di carriera: a livello nazionale tra i docenti ordinari solo il 17 per cento è costituito da professoresse, all’ateneo di Trento la situazione è ancora peggiore”.