QUALI STRATEGIE ITAS PER IL 2020?

Intervista a Raffaele Agrusti, amministratore delegato e Direttore generale

 

Edoardo Fumagalli, chef di Locanda Margon, il 19 novembre è volato a Dublino per ritirare il Premio The Best Contemporary Restaurant in Trentino Alto Adige 2019 durante la cerimonia “The Love Italian Life 2019 Awards” che ha visto coinvolti prestigiosi chef italiani che operano sia in Italia che nel Regno Unito e Irlanda.

The Love Italian Life Awards è uno dei premi più ambiti del mondo anglosassone legato alla cucina italiana, con un grande seguito anche a livello mediatico, a dimostrare la passione su scala internazionale per la cultura enogastronomica del nostro Paese.

La classifica dei ristoranti in lizza è stilata da una giuria di autorevoli critici enogastronomici, giornalisti e personalità del settore che hanno valutato i ristoranti attraverso la qualità degli ingredienti, l’innovazione, la metodologia di creazione dei piatti e l’abbinamento con i vini. La scelta dei vincitori per ogni regione è invece lasciata a un pubblico locale con un sondaggio online. Tra i vincitori ricordiamo Davide Oldani del D’O quale Best Male Italian Chef in Europe 2019, Chiara Pavan di Venissa quale Best Female Italian Chef in Europe 2019, Francesco Mazzei che oltre ad ottenere l’Italian Lifetime Achievement 2019 ha primeggiato come miglior ristorante italiano a Londra con Sartoria. Il miglior ristorante contemporaneo in Italia del 2019 è andato al Bros’ di Lecce.

Edoardo Fumagalli, da pochi mesi chef del ristorante di Casa Ferrari, si è saputo distinguere sin da subito per il suo stile di cucina e la capacità di interpretare ogni piatto legandolo al territorio e abbinandolo ai vini del Gruppo Lunelli di cui Locanda Margon fa parte.

La sua cucina ha una filosofia che si basa sul rispetto per la materia prima, una grande padronanza delle tecniche di lavorazione da cui la libertà di sperimentare. Il risultato è una cucina semplice, leggera ed equilibrata ma che sa sorprendere, grazie anche ai grandi maestri che lo chef ha frequentato nelle sue esperienze passate, da Daniel Boulud a New York ad Alain Soilvérès a Parigi.