Frontex: gli attraversamenti irregolari delle frontiere diminuiscono del 26% nel 2025, l’Europa deve restare preparata
15/01/2026
I dati consolidati iniziali di Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, mostrano che i rilevamenti di attraversamenti irregolari alle frontiere esterne dell’UE sono diminuiti di oltre un quarto (26%) nel 2025, attestandosi a quasi 178.000. Si tratta di meno della metà del totale registrato nel 2023 e del livello più basso dal 2021.
Il calo rappresenta un’evoluzione significativa, ma Frontex avverte che la situazione alle frontiere europee rimane incerta. La pressione migratoria può cambiare rapidamente rotta, influenzata da conflitti, instabilità e reti di trafficanti. L’Unione Europea sta inoltre già affrontando i tentativi di attori ostili di sfruttare i flussi migratori per esercitare pressione sulle frontiere esterne dell’UE.
Guardando al futuro, il 2026 sarà un anno cruciale per la gestione delle frontiere europee. Il Patto UE su migrazione e asilo entrerà pienamente in vigore a giugno, segnando la riforma più radicale del sistema europeo di migrazione e asilo degli ultimi anni. Ciò coinciderà con importanti cambiamenti nella gestione delle frontiere europee, tra cui la piena implementazione del Sistema di ingressi/uscite (EES) e il lancio previsto del Sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS) più avanti nel corso dell’anno.
Se non si verificherà una grave escalation geopolitica nell’immediato vicinato dell’UE, la migrazione irregolare verso l’Europa attraverso le frontiere terrestri e marittime potrebbe proseguire la tendenza al ribasso osservata dal 2023. Ciò dipenderà da una cooperazione costante con i paesi di origine e di transito e dalla capacità dell’Europa di prepararsi a cambiamenti improvvisi.

“La tendenza si sta muovendo nella giusta direzione, ma i rischi non scompaiono”, ha dichiarato il direttore esecutivo di Frontex, Hans Leijtens. “Questo calo dimostra che la cooperazione può dare risultati. Non è un invito ad allentare la presa. La nostra responsabilità è rimanere vigili, supportare gli Stati membri sul campo e garantire che l’Europa sia pronta ad affrontare le nuove sfide ai suoi confini”. “Essere preparati significa fare scelte pratiche”, ha aggiunto Leijtens. “Significa avere ufficiali in servizio, mezzi pronti e una stretta collaborazione con le autorità nazionali e i partner al di fuori dell’UE. È così che Frontex aiuta l’Europa a essere pronta per qualsiasi cosa accada in futuro”.
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Nel 2025, il Mediterraneo centrale è rimasto la rotta migratoria più attiva verso l’UE, con livelli di rilevamenti sostanzialmente in linea con quelli del 2024. Le partenze dalla Libia hanno continuato a essere un fattore chiave per la definizione dei movimenti verso l’Italia.
Sulla rotta del Mediterraneo orientale, i rilevamenti sono diminuiti complessivamente, proseguendo una tendenza al ribasso. All’interno di questa rotta, un corridoio si è distinto: gli attraversamenti dalla Libia orientale all’isola di Creta sono più che triplicati, a dimostrazione di come la pressione possa cambiare rapidamente anche quando il quadro regionale più ampio indica una diminuzione. La rotta dell’Africa occidentale ha registrato i cali più significativi, con rilevamenti in calo di circa due terzi, trainati dal forte calo delle partenze da Mauritania, Marocco e Senegal.
Anche lungo la rotta dei Balcani occidentali, i rilevamenti sono diminuiti notevolmente, supportati da misure di sicurezza rafforzate e da una stretta cooperazione con Frontex, presente nella regione. Ciò include l’avvio di una nuova operazione congiunta Frontex in Bosnia-Erzegovina nel novembre 2025, che ha rafforzato il supporto operativo sul campo. Nel frattempo, il Mediterraneo occidentale ha registrato un aumento dei rilevamenti, legato principalmente alle maggiori partenze dall’Algeria.
I tentativi di uscita verso il Regno Unito attraverso la Manica, che includono sia coloro che hanno raggiunto il Regno Unito sia coloro a cui è stato impedito di partire, sono rimasti pressoché in linea con il 2024.
Tra le rotte, le tre nazionalità più frequentemente rilevate nel 2025 sono state bengalesi, egiziani e afghani. La Libia è rimasta il principale paese di partenza per quasi tutte le principali nazionalità che hanno registrato aumenti, sottolineando il suo ruolo centrale nei movimenti verso l’Europa attraverso il Mediterraneo centrale.
Frontex collabora fianco a fianco con le autorità nazionali attraverso operazioni congiunte, sorveglianza aerea e marittima, supporto tecnico e consapevolezza situazionale condivisa. Anche la cooperazione con i paesi partner al di fuori dell’UE svolge un ruolo importante, in particolare nei Balcani occidentali, dove una più stretta cooperazione operativa ha contribuito a ridurre la pressione e a smantellare le reti di trafficanti.
In mare, i rischi rimangono gravi, con bande criminali di trafficanti che spesso costringono le persone a tentare traversate pericolose su imbarcazioni sovraffollate e inadatte alla navigazione. Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, almeno 1.878 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo nel 2025, rispetto alle 2.573 dell’anno precedente. Gli aerei e le imbarcazioni di Frontex supportano le autorità nazionali individuando le imbarcazioni in pericolo e condividendo queste informazioni in tempo reale, contribuendo a migliorare la consapevolezza situazionale e la preparazione alle operazioni di ricerca e soccorso.

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* Nota: i dati preliminari presentati in questa dichiarazione si riferiscono al numero di rilevamenti di attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’Unione europea. La stessa persona può essere individuata mentre attraversa la frontiera più volte in punti diversi della frontiera esterna.
