(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Si è svolto oggi a Roma presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy il tavolo nazionale relativo alla crisi del gruppo Electrolux. All’incontro, presidiato dal Ministro Adolfo Urso, erano presenti oltre ai vertici dell’azienda e del gruppo, tutte le Regioni e i Comuni interessati dalla presenza di stabilimenti Electrolux, Confindustria e le Parti sindacali territoriali e nazionali con i rappresentanti dei lavoratori. Per la Regione del Veneto ha preso parte all’incontro l’assessore allo sviluppo economico Massimo Bitonci con l’Unità di Crisi aziendali; era inoltre presente il Sindaco di Susegana (Treviso) Gianni Montesel in rappresentanza dei sindaci dell’Alta Marca trevigiana.
“A seguito dell’annuncio del Piano di drastico ridimensionamento occupazionale di Electrolux – afferma Bitonci – ho convocato immediatamente, già lunedì 18 maggio, un tavolo urgente di crisi in coordinamento con la Regione Friuli Venezia Giulia, coinvolgendo sindacati, RSU, parti sociali e rappresentanti istituzionali. Da quell’incontro è emersa una posizione unitaria: ritiro immediato del piano, cancellazione di tutti i 1.700 esuberi annunciati, tutela integrale dei livelli occupazionali e produttivi e salvaguardia degli stabilimenti italiani, in particolare dei siti di Susegana (TV) e Porcia (PN), strategici per l’intero sistema industriale del Nord Est. Una posizione ribadita anche nel confronto del 19 maggio con il Ministro Urso e i Presidenti di Regione e riportata oggi al tavolo ministeriale”.
“Oggi – continua l’assessore – ho evidenziato all’azienda e al Gruppo l’inadeguatezza di un progetto di decrescita basato su un taglio lineare del 40% della forza lavoro italiana che mette a rischio famiglie, competenze industriali e tenuta economica di interi territori. E’ invece necessaria una strategia industriale diversa e condivisa, che preveda il rilancio competitivo dei siti italiani e nuovi investimenti per garantire continuità produttiva e occupazionale nel lungo periodo”.
“La nostra richiesta – prosegue l’assessore – è che l’azienda presenti un nuovo e dettagliato Piano industriale basato su un efficientamento senza esuberi, su investimenti in innovazione, ricerca e sviluppo, su prodotti di alta gamma anche orientati a nuovi segmenti/settori di mercato. Al Governo abbiamo quindi chiesto di prevedere l’attivazione di tutti gli strumenti utili a garantire la continuità, il mantenimento dell’occupazione e la tutela sociale dei lavoratori e delle loro famiglie, ma anche di sviluppare, di concerto con le Regioni e con le Parti sociali, un confronto con l’Unione Europea sul sistema di regole comuni e sulla salvaguardia di settori industriali che noi riteniamo strategici come quello dell’elettrodomestico. Infatti, da un lato il sovraccarico di oneri che penalizza i produttori europei, dall’altro una concorrenza extraeuropea poco controllata e spesso sleale e infine un costo di fattori non competitivo, richiedono un radicale cambio di marcia”.
“A fronte dell’unanime respingimento dell’attuale progetto – conclude Bitonci – l’azienda ha accolto la richiesta del tavolo di approfondire, nelle prossime settimane, tutti i confronti e le analisi utili ad individuare gli strumenti necessari a sostenere soluzioni condivise, alternative e migliori rispetto a quella sinora prospettata”.
