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CONSIGLIO PAT * QUINTA COMMISSIONE: « CONTINUANO LE AUDIZIONI SUL DDL TONINI PER L’OSSERVATORIO DISCRIMINAZIONI / SI RIPARLERÀ DELLA CRISI DELL’EDITORIA LOCALE »

Quinta commissione, continuano le audizioni sul ddl Tonini per costituire l’Osservatorio sulle discriminazioni, l’intolleranza e l’odio. In commissione si riparlerà della crisi dell’editoria.

In Quinta commissione, nella mattinata di oggi, sono continuate e audizioni sul ddl di Giorgio Tonini che ha come obiettivo la creazione dei un Osservatorio sulle discriminazioni, l’intolleranza e l’odio. La proposta è condivisa dalla Commissione pari opportunità, dal Forum per la pace, dal consigliere di parità del lavoro, dal difensore civico. L’Osservatorio, secondo il questore, il vice commissario del governo vicario e il comandante provinciale dei Carabinieri, potrebbe essere utile per coordinare le iniziative portate avanti sul territorio per promuovere una cultura contro le discriminazioni. Sia il colonnello Simone Salotti che il questore, Claudio Cracovia, hanno detto che in Trentino il fenomeno è poco presente ma va comunque promossa, soprattutto nelle scuole, una cultura contraria all’intolleranza religiosa e al razzismo. Rispondendo ad una domanda del consigliere Alex Marini, il dottor Cracovia ha detto che durante il lockdown e la crisi Covid non si sono registrati picchi di quella che viene definita violenza di genere. Un fenomeno che rimane ancora in parte nascosto e che si deve fare emergere completamente e sul quale sarebbe interessante capire se ci sono uomini che hanno subito o stanno subendo violenza passiva da parte delle donne.

 

In commissione si riparlerà di crisi dell’editoria.

La seduta della Quinta commissione di oggi si è aperta con l’approvazione della relazione sulla petizione consegnata al Presidente Kaswalder nell’agosto scorso sulle dichiarazioni di Sgarbi sul Covid. Relazione sulla quale si sono astenuti Mara Dalzocchio e Devid Moranduzzo della Lega, favorevoli Sara Ferrari, Lucia Coppola e la presidente della commissione, Alessia Ambrosi anche lei della Lega.
Si è passati poi alla votazione delle proposte della presidente Ambrosi sulle audizioni del mondo dell’editoria che si terranno in una seduta dedicata alla crisi del settore: Corriere del Trentino; Adige; Vita Trentina. Le testate online Il Dolomiti, La voce del Trentino; Agenzia giornalistica Opinione; L’Adigetto e Vallelaghi.it. Per le Radio, Radio Nbc; Radio Dolomiti e Radio Italia Trentino AA. Mentre per il tv sono previste l’audizione della Rai, Trentino Tv, Rttr e Telepace. Su questa proposta si sono astenuti Mara Dalzocchio, la quale ha affermato di non vedere l’utilità dell’iniziativa, e Devid Moranduzzo; sì, invece, oltre che di Alessia Ambrosi, dai consiglieri di opposizione Sara Ferrari (Pd), Lucia Coppola e di Luca Guglielmi (Fassa), che ha chiesto di inserire nella lista di chi verrà ascoltato in commissione anche il settimanale ladino “La Usc di Ladins” e “Radio studio record”. Sara Ferrari (Pd) ha auspicato che queste audizioni siano preliminari alla convocazione di una conferenza di informazione sull’editoria.

 

Osservatorio sulle discriminazioni, i dubbi del Corecom.

Lunga la serie di audizioni sul ddl  n. 43  di Giorgio Tonini (Pd) che prevede l’istituzione dell’ “Osservatorio sulle discriminazioni, l’intolleranza e l’odio”. Il primo intervento è stato quello di Marco Sembenotti, presidente Corecom, che ha definito, in linea di principio, meritoria l’iniziativa di un Osservatorio contro la discriminazione. Ma ha ricordato che ci sono altro organismi operativi come l’Oscad, l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori, fondato dieci anni fa, che è sulla stessa linea di quanto previsto dal ddl, e del quale fanno parte anche le forze dell’ordine. Oscad, ha ricordato, che ha fatto circa 3 mila interventi su tutto quello che passa sui mezzi di comunicazione. Il compito di controllo dei social, ha aggiunto Sembenotti, è però complicatissimo, e questo appare come il lato debole del disegno di legge Tonini.

Gli account solo in Trentino sono circa 300 mila e quindi si fa fatica a capire quale possa essere l’efficacia di questo organismo. L’Agcom, ha detto ancora, ha già il compito di vagliare le segnalazioni che riguardano i mezzi di comunicazione e interviene con una certa regolarità sui gestori delle piattaforme. Insomma, per il presidente Corecom la difficoltà di tradurre in pratica il compito dell’Osservatorio sono evidenti, anche perché l’organico previsto per un lavoro così grande, per di più su base volontaria, è assolutamente squilibrato rispetto ad un carico di lavoro enorme. Secondo Sembenotti, per una funzione di questo tipo potrebbe essere più idoneo il Corecom seppur già oberato di lavoro. Per il presidente Corecom un buon esempio potrebbe essere la legge del Piemonte che prevede un ente di coordinamento di una rete di monitoraggio .

Sara Ferrari (Pd) ha detto che il ddl va migliorato e reso più solido. Ma l’idea è quella di riconoscere al Corecom le funzioni che le sono assegnate da Agcom, così come gli altri organismi del Consiglio che raccolgono dati e che potrebbero essere coordinati dall’Osservatorio. Mara Dalzocchio ha detto di avere molte perplessità sul ddl anche perché ci sono già altri enti che controllano le discriminazioni sul web e sui giornali. Il lavoro come quello che si prospetta nel ddl, risulterebbe troppo oneroso sia dal punto di vista economico che da quello degli esperti che verrebbero coinvolti. Si tratterebbe, visto i volumi dell’informazione odierna, di un’impresa immane. Per la capogruppo leghista questo Osservatorio sarebbe inutile. Ferrari ha replicato affermando che nelle audizioni l’Fbk ha detto, che dal punto di vista tecnologico, il controllo è possibile.

 

Sì del Cpo, ma va dato più peso alla discriminazione di genere.

Per la Commissione pari opportunità, la presidente Paola Taufer, ha espresso un sì convinto al ddl che, ha detto, porrà la Pat a livelli delle altre regioni. L’Osservatorio andrà inserito nella rete delle strutture già esistenti sul territorio e in coordinamento con le realtà nazionali. La Cpo ha proposto emendamenti per rafforzare le discriminazioni di genere, di età e disabilità. Sulle segnalazioni, ha continuato la presidente Cpo, si consiglia il modello dell’ Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, con quale ci dovrebbe collegare e che ha un sistema di monitoraggio puntuale anche dal punto di vista giudiziario. Per la Cpo non ci si dovrebbe limitare alla raccolta di dati, ma lavorare per metter in campo studi, per promuovere una cultura contro le discriminazioni. Inoltre, la Cpo chiede di essere inserita nell’Osservatorio o, per lo meno, di rientrare nelle reti di monitoraggio. Infine, Paola Taufer ha chiesto una maggiore attenzione al linguaggio di genere anche all’interno del ddl in discussione.

 

Forum della pace, gli episodi di odio sono sempre più diffusi.

Massimiliano Pilati, presidente del Forum per la pace ha anche lui plaudito all’iniziativa. Odio e discriminazione, ha detto, sono sempre più diffusi. Da una ricerca del Forum con l’Università di Trento del 2015 tra gli studenti è emerso che il 90% ritengono che ci sia razzismo, violenza contro le donne e i gay e il 58% intolleranza verso le altre religioni diverse da quella cattolica. Non a caso 11 Istituti scolastici trentini hanno aderito al manifesto contro l’odio online. C’è inoltre una richiesta degli studenti di parlare di questi temi. L’associazione “Mimosa” ha aperto uno sportello antidiscriminazione in collaborazione con Unar. Il Forum, ha ricordato ancora Pilati, fa parte del progetto europeo “Ingrid” che lavora sulle discriminazioni multiple e fa formazione. Le iniziative ci sono, ha aggiunto, ma manca un coordinamento e questo potrebbe essere fatto proprio dall’Osservatorio. Infine, Pilati ha chiesto infine che non vengano più usati termini come “discriminazione razziale”, presente nel ddl, perché il concetto di razza è superato.

 

Il consigliere di parità, strumento utile anche per le discriminazioni sul lavoro.

L’avvocato Matteo Borzaga, consigliere di parità nel lavoro, ha condiviso l’idea dell’Osservatorio perché la normativa nel nostro Paese è avanzata ma c’è un problema di applicazione e quindi questo strumento previsto dal ddl potrebbe svolgere una funzione utile anche per le discriminazioni che avvengono nel mondo del lavoro. Nello specifico Borzaga ha segnalato che tra le competenze previste per i componenti dell’Osservatorio mancano quelle giuridiche. Inoltre, secondo l’avvocato andrebbero specificati gli enti con i quali intrattenere rapporti.

 

Il difensore civico, l’Osservatorio potrà avere una funzione di stimolo.

Il difensore civico, Gianna Morandi, ha anche lei condiviso il ddl. C’è la necessità di un’attività di monitoraggio su questa materia, ha detto in sintesi, anche perché oggi c’è una crescita delle manifestazioni di odio. Anche se, ha sottolineato, occorrerebbe una maggiore articolazione del fenomeno della discriminazioni. Bene, per il difensore civico, la previsione di un ruolo attivo dell’Osservatorio che potrà svolgere una funzione di stimolo sulla rete presente sul territorio per promuovere la cultura del rispetto. Centrale, per Gianna Morando, l’impegno delle istituzioni pubbliche per la crescita della cultura contro la discriminazione a partire dall’uso dei social. L’avvocatessa Morandi ha sottolineato, infine, l’importanza di un confronto e un raccordo con le altre leggi provinciali che hanno a che fare in qualche modo con questa materia.

 

Le forze dell’ordine, può essere un’iniziativa utile.

Il colonnello Simone Salotti, comandante provinciale dei Carabinieri, ha detto che il ddl interessa le forze dell’ordine per le ricadute che può avere sul piano dei reati. Il questore Claudio Cracovia ha sottolineato la bontà dell’iniziativa. Soprattutto l’Osservatorio che avrebbe il compito di raccogliere informazioni che possono anche rappresentare notizie di reato. Secondo il questore l’importanza di questa iniziativa è soprattutto culturale, anche se la situazione in Trentino in tema di discriminazione non è grave, c’è comunque una cultura arretrata che va scandagliata. Inoltre, ha aggiunto, in Parlamento sta venendo avanti una normativa che questo ddl potrebbe anticipare.
La dottoressa Alessandra Vinciguerra, vice Commissario del governo vicario, ha anche lei ritenuto utile l’istituzione dell’Osservatorio perché può lavorare sul versante più importante che è la prevenzione dei fenomeni.

 

Sara Ferrari ha ricordato che il ddl ha l’obiettivo di istituire un organismo locale che abbia la responsabilità di raccogliere informazioni e di mettere a sistema questi elementi di conoscenza per avviare azioni di contrasto ai pregiudizi di ordine culturale. La capogruppo dem ha ringraziato la Polizia postale per il lavoro che sta facendo anche a livello di educazione. Mara Dalzocchio, sottolineando che il questore ha affermato che i reati di questo tipo sono in calo, ha affermato di non capire quali sarebbero le funzioni dell’Osservatorio. E ha messo in evidenza come il confine tra la censura delle opinioni e la presunta discriminazione è sottilissimo e non c’è una giurisprudenza in grado di tracciare una linea precisa tra opinione e reato. Affermare, ad esempio, ha detto la capogruppo leghista, che i cristiani sono discriminai potrebbe venire stigmatizzato da chi non condivide questa opinione. Quindi, ha concluso, le perplessità su questo ddl crescono sempre di più.
Rispondendo a Sara Ferrari, il questore ha detto che la polizia sta lavorando sul piano educativo anche se vanno resi più attraenti gli interventi e collocati fuori dagli stereotipi che vedono le forze dell’ordine solo sul versante repressivo.

 

Alla rappresentante leghista, il dottor Cracovia ha detto che il problema sta nel limite delle opinioni. Se questo limite si presume superato le forze dell’ordine riferiscono alla magistratura che valuta. L’Osservatorio previsto dal ddl, ha detto ancora, dovrebbe servire alla raccolta di informazioni e non al lavoro di investigazione e dovrà essere delineato con precisione dal legislatore. Lucia Coppola (Misto) ha condiviso l’intervento del questore, sottolineando l’importanza del lavoro con le scuole con un metodo che avvicini i ragazzi per creare una profonda cultura contro le discriminazioni. L’Osservatorio, ha affermato infine, rappresenta un coinvolgimento importante della cittadinanza a tutela dei più deboli.
Il comandante provinciale dell’Arma ha aggiunto che l’Osservatorio potrebbe avere il compito di creare percorsi definiti per l’educazione al rispetto. Il colonnello Salotti ha affermato inoltre che i reati di questo tipo da noi sono poca cosa, e avvengono in gruppi ristretti che hanno poca visibilità. Sul discrimine tra devianza e opinione, ha continuato, c’è una giurisprudenza consolidata e l’Osservatorio, che dovrà essere attentamente calibrato dal legislatore, potrebbe svolgere una funzione di raccordo sul territorio.

 

Violenza di genere, in Trentino non si sono registrati picchi con il Covid.

Il pentastellato Alex Marini ha chiesto se c’è una relazione tra l’emergenza Covid e la possibile crescita di violenze domestiche. Claudio Cracovia ha risposto affermando che il lockdown può avere influito sulla possibilità delle vittime di segnalare i reati o le situazioni che possono essere affrontate con gli ammonimenti del questore. Ma i dati del Trentino non fanno registrare, per la violenza di genere, picchi significativi. Si tratta però di un fenomeno nascosto e, traendo spunto da un incontro con l’Associazione padri separati, ha aggiunto che sarebbe interessante capire se ci sono uomini che possono essere soggetti passivi di violenza. Il colonnello Salotti ha detto che il fenomeno della violenza di genere è contrastato e il fatto che sia stabile significa che c’è un controllo abbastanza concreto. Il Codice Rosso, inoltre, sta dando un segnale importante che farà emergere ancor di più queste situazioni e quindi la possibilità di aggredire culturalmente questo triste fenomeno.
Sara Ferrari ha ricordato che 10 anni fa con la legge contro la violenza è stato fatto un protocollo delle forze dell’ordine, un modello che ha funzionato e che va replicato con l’Osservatorio. Mara Dalzocchio ha invece ringraziato il questore per aver sollevato il tema della violenza psicologica delle donne nei confronti degli uomini.

 

La scuola trentina è impegnata contro le discriminazioni.

Monica Zambotti del Dipartimento istruzione e cultura Pat ha ricordato che la scuola trentina è impegnata sul tema della discriminazione e nel nostro ordinamento scolastico è rimasta l’educazione civica come strumento educativo anche contro il linguaggio d’odio e il bullismo online.