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CGIL CISL UIL – TRENTINO * COVID – NIDI D’INFANZIA: « I CONTAGI SONO IN AUMENTO, UN CASO POSITIVO NON FA CHIUDERE I GRUPPI STABILI »

Preoccupazione crescente nei nidi d’infanzia. Linee guida non efficaci. Se c’è un solo positivo, spesso i gruppi restano aperti e non si attiva il monitoraggio.

I contagi sono in aumento; un caso positivo non fa chiudere i gruppi stabili (ce ne voglio almeno 2); sono aumentati i carichi di lavoro; è in crescita lo stress correlato al timore di contagio spesso non mitigato da un’adeguata fornitura di mascherine ad elevata protezione; per educatori e operatori non è prevista la possibilità di monitorare periodicamente il loro stato sanitario tramite tamponi o test rapidi.

Ecco, in estrema sintesi, i nodi critici che preoccupano il personale dei nidi e che hanno indotto Mirko Vicari della Fp Cgil, Maurizio Speziali della Cisl Fp ed Elisa Orempuller della Uil Fpl a chiedere un incontro urgente al presidente della Provincia Fugatti, agli assessori Bisesti e Segnana, a Roberto Ceccato per il dipartimento istruzione e cultura, a Giancarlo Riusciti per il dipartimento salute e politiche sociali.

Vicari, Speziali e Orempuller entrano nel dettaglio: «I casi di positività al Covid tra educatori e bambini nei nidi d’infanzia sono recentemente aumentati in modo significativo. L’ordinanza provinciale prevede che quando si registri un solo caso di positività, i gruppi stabili interessati non vengano chiusi. Ne risulta che educatori e bambini, in questo caso, non vengano sottoposti al tampone preventivo e continuino a frequentare il servizio, facendo saltare il monitoraggio che permette di bloccare i contatti e la diffusione dei contagi.

Educatori e operatori d’appoggio hanno registrato un aumento di lavoro riconducibile al rispetto delle linee di indirizzo per la sicurezza, al fatto che il rapporto bambini/educatore è stato riportato ai valori pre Covid e per la mancanza di tempestive sostituzioni del personale temporaneamente assente.
Si aggiunge inoltre lo stress correlato al timore di contagio, in alcune strutture non mitigato da un’adeguata fornitura di dispositivi di protezione individuale maggiormente tutelanti (mascherine ffp2) che dovrebbero sempre essere previsti in modo chiaro durante tutta la prestazione lavorativa, considerato l’evidente contatto ravvicinato continuativo degli educatori coi bambini privi di mascherina.