Economia trentina in crescita nel primo trimestre del 2026. Il fatturato delle imprese risulta in aumento del 2,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, confermando una dinamica sostanzialmente in linea con quanto osservato negli ultimi mesi del 2025. Un dato che testimonia la capacità di resilienza del tessuto produttivo locale, sebbene in un contesto caratterizzato da una oggettiva complessità a livello internazionale.
Secondo l’assessore allo sviluppo economico della Provincia autonoma di Trento, Achille Spinelli, questa tenuta complessiva è lodevole considerando le sfide globali che continuano a condizionare negativamente l’export. Il sistema economico trentino riesce infatti a trarre forza dalla domanda nazionale extra-provinciale, dimostrando una resilienza che non deve essere sottovalutata.
Tuttavia, rimangono sotto l’attenzione della Provincia le dinamiche che incidono sulla competitività delle imprese locali. In particolare, meritano monitoraggio costante l’evoluzione dei costi energetici e gli effetti dei conflitti in corso, fattori che continuano a pesare sull’economia regionale.
Per affrontare queste sfide, Spinelli sottolinea come sia prioritario continuare a sostenere il sistema economico attraverso politiche che incentivino l’innovazione tecnologica, la transizione energetica e la produttività aziendale. Elementi determinanti per costruire una maggiore solidità nel mercato e guardare al futuro con prospettive di sviluppo più strutturate.
In questa direzione si inserisce il piano strategico “Prospettiva Trentino 2040”, che intende definire una visione di crescita a lungo termine per lo sviluppo economico e industriale del territorio. Tra le misure recentemente messe in campo dalla Provincia figura il “Bando Energia allo Sviluppo”, un nuovo piano da 10 milioni di euro avviato il 1 giugno, destinato alle imprese che investono sulla propria autonomia energetica e sulla sostenibilità. Accanto a ciò, è stata introdotta anche un’azione di sostegno alle esigenze conciliative delle lavoratrici autonome e delle imprenditrici.
I settori che registrano gli andamenti più positivi sono i trasporti, con una crescita del 4,7%, il commercio all’ingrosso (+3,8%), le costruzioni (+3,7%) e i servizi alle imprese (+3,7%). Il commercio al dettaglio mostra una variazione positiva ma più contenuta, pari all’1,3%, mentre il comparto manifatturiero registra deboli segnali di contrazione con una diminuzione dello 0,2%.
Sul fronte dei ricavi geografici, il fatturato realizzato in ambito locale diminuisce dello 0,6% su base annua. Diverso il trend dei ricavi conseguiti in Italia ma fuori dalla provincia, che crescono sensibilmente dell’8,1%. La componente estera continua invece a contrarsi del 2,2%, manifestando elementi di debolezza strutturale.
Le piccole e medie imprese con 1-10 e 11-50 addetti mostrano una variazione tendenziale dei ricavi moderatamente positiva, pari al 3,6%, mentre le aziende di grandi dimensioni con oltre 50 addetti registrano un valore più contenuto dell’1,0%.
Sul mercato del lavoro, la dinamica dell’occupazione esprime un andamento leggermente positivo, con una crescita dello 0,5%. I servizi alle imprese evidenziano incrementi significativi (+2,6%), così come il commercio all’ingrosso (+2,1%). Al contrario, si registra una contrazione nel commercio al dettaglio (-1,7%) e nelle costruzioni (-0,4%). Le unità di minore dimensione presentano un andamento occupazionale negativo (-3,2%), mentre confermano crescita le medie imprese (+1,4%) e le grandi realtà aziendali (+2,9%).
Gli ordinativi presentano una variazione positiva ma contenuta, pari al 3,1%. Questo dato risulta in decisa contrazione per le costruzioni (-6,6%), mentre appare leggermente positivo nel manifatturiero (+1,0%) e nel commercio all’ingrosso (+1,7%).
Le valutazioni degli imprenditori sulla situazione economica attuale delle proprie aziende evidenziano una prevalenza di risposte orientate alla stabilità. Le prospettive relative ai prossimi mesi mostrano invece segnali di peggioramento, con una crescita della quota di intervistati che prevede un calo della redditività aziendale.
Il presidente della Camera di Commercio di Trento, Andrea De Zordo, sottolinea come i primi mesi del 2026 si aprano all’insegna di una sostanziale continuità con le dinamiche di fine anno, delineando un quadro economico ancora caratterizzato da una crescita, seppur debole. Tuttavia, va considerato che il primo trimestre è stato influenzato solo marginalmente dal conflitto scoppiato in Iran a fine febbraio. Il vero rischio consiste negli effetti che questa crisi mediorientale potrebbe determinare nei prossimi mesi, soprattutto a causa del rialzo del prezzo dei beni energetici. Una rapida risoluzione del conflitto risulterebbe determinante per evitare un impatto eccessivamente negativo sull’economia trentina.

