(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa pubblicata nel sito https://www.cgil.tn.it/news) –
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Affitti brevi E’ necessaria una regolamentazione. Sindacati: giunta immobile su questo piano. Così si danneggiano le famiglie in cerca di una casa. Non si arresta la crescita degli affitti brevi in Trentino. “Una dinamica che si riscontra in molti altri territori, in Italia come all’estero. Il punto è che la Giunta provinciale non ha mosso un dito per arginare questo fenomeno: nessun limite, nessuna regolamentazione, mentre cresce la fame di alloggi tra le famiglie, le lavoratrici e i lavoratori”. Lo affermano Manuela Faggioni, Michele Bezzi e Walter Largher che parlano senza giri di parole di precisa volontà politica di voler mantenere lo status quo sul nostro territorio.
“La competenza di regolamentare gli affitti brevi è di Piazza Dante. Altrove, ad esempio Firenze e Verona, sono stati fissati dei vincoli. Qui nulla, se si esclude la promessa di un monitoraggio del fenomeno fatta dall’assessore Failoni oltre un anno e mezzo fa. Una scusa per stoppare i disegni di legge in materia”, insistono i sindacati.
Cgil Cisl e Uil restano dell’idea che la strada sia quella della leva fiscale per disincentivare una forma di vera e propria speculazione. Una situazione che sta mettendo in ginocchio moltissime famiglie che non trovano una casa nei maggiori centri della nostra provincia, da Trento a Riva del Garda fino alle valli più turistiche. Un fenomeno che danneggia anche il turismo, per cui gli affitti brevi rappresentano una forma di concorrenza sleale.
“Non siamo contro nessuno. Siamo per avere delle regole che tutelino il diritto di tutti, sia quello alla casa sia il diritto a fare impresa. La Giunta preferisce, invece, fare finta che il problema non esista. E’ urgente intervenire, a tutela del diritto alla casa. E’ ora che la politica si muova: basta fotografie della situazione, incontri inutili nei territori ecc.. Le criticità sono state segnalate più volte e sono state avanzate richieste e proposte, tutte rimaste inevase”, aggiungono i sindacati.
La preoccupazione, allora, è che un’eventuale iniziativa sia tenuta “nel cassetto” in vista di una campagna elettorale, ma manca tanto tempo e le famiglie, lavoratori, imprese hanno bisogno di risposte subito.
