La longevità rappresenta una delle trasformazioni demografiche più rilevanti per il futuro del Trentino e richiede un approccio strategico integrato. A Fondazione Caritro di Trento si è svolto un confronto tra istituzioni, operatori e rappresentanti del territorio dedicato a questa sfida cruciale.
L’assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina ha sottolineato l’urgenza di affrontare l’invecchiamento della società e il calo delle nascite con politiche concrete. “Non basta invecchiare di più, ma è necessario invecchiare bene”, ha spiegato, evidenziando l’importanza di sviluppare una filiera di servizi e progetti che garantiscano qualità della vita anche quando viene meno l’autosufficienza. Questo obiettivo richiede sinergie tra istituzioni, cooperazione, imprese e volontariato.
L’evento “Longevità attiva e comunità intraprendenti” rappresenta la seconda tappa di un percorso avviato a novembre 2025, promosso da MMA Studio in collaborazione con GiPro – Giovani Professionisti in Trentino. L’iniziativa ha riunito istituzioni, gestori di servizi, investitori, imprese, terzo settore, ricerca e innovatori con l’obiettivo di costruire una visione comune e operativa per affrontare l’evoluzione demografica.
I dati Ispat mostrano che al primo gennaio 2025 il 24,1% della popolazione trentina ha più di 65 anni, con un indice di vecchiaia pari a 187. Questi numeri evidenziano la necessità di superare approcci frammentati per costruire una strategia strutturata e integrata.
Il dibattito ha messo in luce l’importanza di abbandonare logiche settoriali per sviluppare un ecosistema capace di connettere servizi, competenze e attori diversi: sanità, sociale, istituzioni, impresa e innovazione tecnologica. Tra i temi affrontati figurano un sistema coordinato di servizi, l’evoluzione delle Rsa come nodi del sistema, i nuovi modelli dell’abitare e della longevity economy, l’utilizzo delle tecnologie e dei dati per la qualità della vita, e modelli di governance condivisi tra pubblico e privato.
Patty Rigatti di MMA Studio ha evidenziato il cambiamento paradigmatico necessario: “Il vero cambio è passare da una risposta frammentata a una visione integrata della longevità. Non siamo di fronte a un’emergenza, ma a una trasformazione strutturale che richiede collaborazione tra istituzioni, imprese e territorio. Il Trentino ha tutte le caratteristiche per diventare un laboratorio di innovazione, capace di trasformare la longevità in valore economico e sociale”.

