Di Luca Franceschi
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La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti di tutti gli Stati membri per il mancato recepimento della direttiva sulle case green. Si tratta di un’iniziativa che alimenta il senso di distanza tra i cittadini europei e le istituzioni di Bruxelles, secondo quanto sostiene la senatrice di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni, componente della Commissione Bilancio.
La normativa sulle case green impone lavori considerati onerosi su tutto il patrimonio abitativo europeo. Secondo la parlamentare, questa misura costringerebbe le classi sociali più deboli ad accendere nuovi debiti per finanziare interventi ritenuti non essenziali, con il rischio concreto che alcuni proprietari si trovino nella necessità di vendere le proprie abitazioni.
La senatrice esprime preoccupazione circa le possibili conseguenze economiche e sociali di questa direttiva. Non esclude che dietro questa spinta normativa possano celarsi interessi speculativi volti a concentrare il controllo del patrimonio abitativo italiano in poche mani.
Mennuni traccia un collegamento tra questa nuova direttiva e i danni precedentemente arrecati al settore automobilistico europeo. Definisce l’attuale procedura di infrazione come un “nuovo suicidio” dopo le difficoltà affrontate dall’industria automobilistica, sottolineando come il fatto che tutte le nazioni europee si trovino contemporaneamente in procedura di infrazione non sia casuale, bensì indicativo di una strategia più ampia.
