Di Luca Franceschi
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Ogni bene confiscato che ritorna a essere utilizzato rappresenta una vittoria dello Stato contro la camorra. Non si tratta semplicemente di recuperare un immobile, ma di restituire alle comunità locali spazi che si trasformano in simboli concreti di legalità, sviluppo economico e riscatto sociale per i cittadini. Queste inaugurazioni mettono in evidenza come l’azione dello Stato non si misurata su promesse vuote, bensì su risultati tangibili e verificabili.
Laddove precedentemente si trovavano patrimoni riferibili alla criminalità organizzata, oggi sorgono servizi destinati alla cittadinanza, nuove opportunità occupazionali e ulteriori occasioni di crescita per l’intera area territoriale. Questo processo di trasformazione rappresenta un cambio sostanziale nella qualità della vita delle comunità coinvolte.
Un riconoscimento particolare viene attribuito al Sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, che continua a monitorare con dedizione la gestione e la valorizzazione dei beni confiscati. Tale impegno conferma la volontà del Governo Meloni di convertire il patrimonio sottratto alle organizzazioni mafiose in una risorsa concreta per le comunità territoriali.
Apprezzamento è esteso anche ad Agrorinasce, agli amministratori che operano a livello locale e a tutte le figure professionali che quotidianamente si impegnano affinché questi beni diventino effettivi strumenti di sviluppo e di riscatto per le popolazioni locali. Questa dichiarazione viene resa da Gimmi Cangiano, parlamentare di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle Ecomafie, in occasione della partecipazione all’apertura del Centro per il benessere degli animali domestici e del Caseificio sociale. Entrambe le strutture sono state realizzate all’interno di beni confiscati alla criminalità organizzata nel territorio del Comune di Casapesenna.
