Di Luca Franceschi
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Continuano a emergere dettagli sulla gestione dell’emergenza Covid che alimentano le polemiche politiche. Secondo quanto sostiene Francesco Ciancitto, vicepresidente della Commissione Covid e deputato di Fratelli d’Italia, il maxiappalto da oltre un miliardo e 251 milioni di euro presenterebbe caratteristiche sospette che meriterebbero chiarimenti immediati.
L’esponente del centrodestra sottolinea come la differenza di prezzo tra l’importo complessivo del contratto e il costo unitario delle mascherine acquistate in Cina sia particolarmente rilevante. Questa discrepanza, a suo parere, non troverebbe una giustificazione logica e aprirebbe interrogativi significativi sulla destinazione finale delle risorse pubbliche stanziate.
Ciancitto pone inoltre l’accento su un aspetto cronologico che ritiene rilevante: tutti i fatti oggetto di contestazione sarebbero accaduti durante la gestione di Arcuri, mentre il suo successore Figliuolo, nominato dall’esecutivo Draghi, non sarebbe implicato nelle stesse criticità. Questa distinzione temporale rappresenta un elemento centrale nelle sue considerazioni.
La questione si estende anche alla sfera politica. Ciancitto chiede quale fosse il livello di consapevolezza dei vertici del Partito Democratico rispetto agli eventi che stavano accadendo durante quella fase delicata della pandemia.
Il deputato ribadisce che la Commissione d’inchiesta continuerà il suo lavoro per far emergere la verità completa sui fatti di quel periodo. Secondo Ciancitto, gli italiani hanno il diritto di conoscere con quali modalità e con quanta trasparenza sia stata affrontata una delle fasi più critiche della storia recente della Repubblica, considerando anche le eventuali responsabilità sia sul piano penale che su quello politico e amministrativo.
