(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Nell’ambito del programma ‘Zero Emission Plan’, promosso dall’Amministrazione con l’obiettivo di efficientare energeticamente e ridurre l’impronta ambientale degli edifici comunali, è stato realizzato un nuovo impianto fotovoltaico sulla copertura della Scuola Primaria “Tullio Lenotti”, sita in Via Bacchiglione 8.
L’opera è stata interamente finanziata da un contributo in Conto Termico erogato dal GSE S.p.A. per un importo di 116.000 euro, senza alcun onere a carico dell’Amministrazione comunale.
L’assessore all’Ambiente Tommaso Ferrari si è recato questa mattina sul posto per visionare l’intervento ultimato. “Un lavoro importante che rappresenta una delle prime volte che il Comune di Verona accede al Conto Termico, l’incentivo riconosciuto dallo Stato alle Pubbliche amministrazioni per interventi di efficientamento energetico, che ha completamente coperto l’investimento di circa 120.000 euro effettuato. E non ci fermiamo qui, perché il nostro impegno è quello di far sì che entro il 2030 la città di Verona possa coprire i consumi elettrici degli edifici pubblici attraverso installazione di impianti fotovoltaici”.
L’intervento ha comportato l’installazione di un generatore fotovoltaico da 31,20 kW, costituito da 60 moduli fotovoltaici, per una superficie complessiva di circa 140 m². Contestualmente all’installazione dei pannelli, sono stati eseguiti gli interventi di manutenzione della copertura, con il rifacimento della guaina impermeabilizzante. Preliminarmente ai lavori è stata redatta apposita perizia di idoneità statica del solaio di copertura, comprensiva di prova di carico, che ha confermato la piena idoneità della struttura a sopportare il nuovo carico.
Dal punto di vista energetico e ambientale, l’impianto consentirà una produzione stimata di circa 35.500 kWh all’anno, con un risparmio di combustibili fossili pari a circa 6,6 tonnellate equivalenti di petrolio all’anno (oltre 120 TEP nell’arco della vita utile ventennale) e una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 16,8 tonnellate annue.
Dal punto di vista economico, l’impianto è in grado di coprire integralmente il fabbisogno energetico del fabbricato, consentendo un risparmio stimato di circa 3.650 euro l’anno.
Poiché la producibilità attesa risulta più che doppia rispetto al fabbisogno elettrico complessivo dell’edificio, l’energia prodotta in eccesso rispetto al carico potrà essere immessa in rete e remunerata, generando un introito stimato tra 1.600 e 2.500 euro l’anno, oppure destinata all’autoconsumo diffuso a beneficio di altri fabbricati comunali.
