Di Luca Franceschi
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L’ultimo aggiornamento dell’Outlook del Fondo monetario internazionale colloca l’Italia in una posizione critica nella classifica della crescita economica. Secondo i dati diffusi, il nostro Paese si trova al penultimo posto per crescita del Pil 2026 tra le trenta economie europee e internazionali che rappresentano l’ottantatré per cento della produzione mondiale.
La crescita prevista per l’Italia si attesta su un modesto +0,5%, un risultato sostenuto principalmente dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, mai votato dall’attuale maggioranza di governo. Nella classifica internazionale, il nostro Paese si colloca davanti soltanto all’Iran, una nazione in guerra che è e rimarrà in recessione.
La situazione peggiora ulteriormente se si guarda alle previsioni per il 2027. Lo stesso Fondo monetario internazionale colloca infatti l’Italia all’ultimo posto della medesima classifica per l’anno successivo.
Non sono solo le previsioni del Fmi a destare preoccupazione. Ieri era stata l’Ocse a diffondere dati altrettanto allarmanti sulla condizione economica italiana. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha rivelato come i salari reali nel nostro Paese abbiano registrato un calo del 6,1% nel primo trimestre 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. Questo risultato posiziona l’Italia al penultimo posto nell’area Ocse, precedendo soltanto la Nuova Zelanda.
I parlamentari del Movimento 5 Stelle delle Commissioni bilancio e finanze di Camera e Senato definiscono questi numeri devastanti. Secondo la loro analisi, il Paese risulta bloccato, privo di dinamismo economico, mentre il potere d’acquisto dei cittadini italiani continua a crollare. Nel frattempo, l’attenzione del governo sembra concentrata su altri temi, come le spese in difesa discusse da Ankara.
