Di Luca Franceschi
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Bernardo Lodispoto, presidente della Provincia Bat e sindaco di Margherita di Savoia, siederà al medesimo tavolo insieme a Renato Nitti e Francesco Tosto, rispettivamente procuratore capo e sostituto procuratore del Tribunale di Trani. L’occasione sarà un’iniziativa per il No al referendum prevista per venerdì, dove Nitti e Tosto interverranno come relatori mentre Lodispoto aprirà i lavori. Questo accadimento assume particolare rilevanza considerando che, poche settimane fa, proprio la Procura di Trani ha avviato un’indagine nei confronti di Lodispoto per corruzione.
Carolina Varchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Giustizia della Camera dei deputati, ha sollevato critiche ritenendo la situazione anomala e inopportuna. Secondo la nota diffusa, sebbene sia lecito mantenere fiducia nei principi del garantismo, l’aspetto critico riguarda la credibilità e il significato profondo che le istituzioni rappresentano agli occhi dei cittadini.
La presenza simultanea di accusatori e accusato nella medesima sede crea quella che Varchi definisce come un cortocircuito istituzionale, compromettendo la percezione di terziarietà e indipendenza che dovrebbe caratterizzare chi esercita funzioni giudiziarie. Questo fenomeno alimenta sfiducia tra i cittadini, i quali naturalmente rilevano come quantomeno problematico che soggetti coinvolti da un’indagine penale siedano insieme a magistrati inquirenti in occasioni pubbliche di rilievo.
La questione sollevata non concerne il merito delle accuse, sulla cui valutazione spetta alla magistratura fornire chiarimenti, bensì il principio della separazione delle funzioni e la necessità di preservare la distinzione tra chi indaga e chi è sottoposto a indagine. Varchi sostiene che questo non rappresenti lo Stato che dovrebbe essere perseguito, ribadendo l’importanza di una riforma della giustizia che rafforzi tali principi fondamentali.
