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FDI – FRATELLI D’ITALIA * CAMERA: «VARCHI(FDL): “NON È NORMALE CHE CHI INDAGA SIEDA ACCANTO A CHI È INDAGATO. RIFORMA DELLA GIUSTIZIA NECESSARIA” “ABBIAMO SUPERATO IL LIMITE. BERNARDO LODISPOTO È PRESIDENTE DELLA PROVINCIA BAT E SINDACO DI MARGHERITA DI SAVOIA. RENATO NITTI E FRANCESCO TOSTO SONO RISPETTIVAMENTE PROCURATORE CAPO E SOSTITUTO PROCURATORE DEL TRIBUNALE DI TRANI. QUALCHE SETTIMANA FA, PROPRIO LA PROCURA DI TRANI HA INDAGATO LODISPOTO PER CORRUZIONE. FATTI GRAVI, SUI QUALI SARÀ LA MAGISTRATURA A FARE CHIAREZZA. QUELLO CHE INVECE LASCIA SENZA PAROLE È ALTRO. VENERDÌ, TUTTI E TRE SARANNO ALLO STESSO TAVOLO IN UN’INIZIATIVA PER IL NO: NITTI E TOSTO TRA I RELATORI, LODISPOTO AD APRIRE I LAVORI. NON È NORMALE. NON LO È PER I CITTADINI, NON LO È PER CHI CREDE NELLO STATO, NON LO È PER CHI OGNI GIORNO CHIEDE LEGALITÀ E TRASPARENZA. QUI NON È IN DISCUSSIONE IL GARANTISMO, CHE DIFENDIAMO SEMPRE. QUI È IN DISCUSSIONE LA CREDIBILITÀ E IL SENSO DELLE ISTITUZIONI. E QUANDO QUESTA VIENE MENO, SI CREA UN CORTOCIRCUITO CHE MINA LA FIDUCIA DEI CITTADINI CHE TROVANO QUANTOMENO INOPPORTUNO CHE ACCUSATORI ED ACCUSATO SIEDANO ACCANTO IN DIFESA DEL NO AL REFERENDUM. NON È QUESTO LO STATO CHE VOGLIAMO, PER QUESTO È NECESSARIA LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA”. COSÌ IN UNA NOTA IL CAPOGRUPPO DI FRATELLI D’ITALIA IN COMMISSIONE GIUSTIZIA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI, CAROLINA VARCHI»

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15.15 - mercoledì 18 marzo 2026

Di Luca Franceschi
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Bernardo Lodispoto, presidente della Provincia Bat e sindaco di Margherita di Savoia, siederà al medesimo tavolo insieme a Renato Nitti e Francesco Tosto, rispettivamente procuratore capo e sostituto procuratore del Tribunale di Trani. L’occasione sarà un’iniziativa per il No al referendum prevista per venerdì, dove Nitti e Tosto interverranno come relatori mentre Lodispoto aprirà i lavori. Questo accadimento assume particolare rilevanza considerando che, poche settimane fa, proprio la Procura di Trani ha avviato un’indagine nei confronti di Lodispoto per corruzione.

Carolina Varchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Giustizia della Camera dei deputati, ha sollevato critiche ritenendo la situazione anomala e inopportuna. Secondo la nota diffusa, sebbene sia lecito mantenere fiducia nei principi del garantismo, l’aspetto critico riguarda la credibilità e il significato profondo che le istituzioni rappresentano agli occhi dei cittadini.

La presenza simultanea di accusatori e accusato nella medesima sede crea quella che Varchi definisce come un cortocircuito istituzionale, compromettendo la percezione di terziarietà e indipendenza che dovrebbe caratterizzare chi esercita funzioni giudiziarie. Questo fenomeno alimenta sfiducia tra i cittadini, i quali naturalmente rilevano come quantomeno problematico che soggetti coinvolti da un’indagine penale siedano insieme a magistrati inquirenti in occasioni pubbliche di rilievo.

La questione sollevata non concerne il merito delle accuse, sulla cui valutazione spetta alla magistratura fornire chiarimenti, bensì il principio della separazione delle funzioni e la necessità di preservare la distinzione tra chi indaga e chi è sottoposto a indagine. Varchi sostiene che questo non rappresenti lo Stato che dovrebbe essere perseguito, ribadendo l’importanza di una riforma della giustizia che rafforzi tali principi fondamentali.

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