Di Luca Franceschi
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È ripresa in aula la trattazione della mozione n. 436/26, avviata ieri, con la quale Renate Holzeisen (VITA) ha chiesto alla Giunta, nella persona del presidente, di intervenire sulle sanzioni comminate per il mancato uso della mascherina all’aperto.
La richiesta prevedeva, da un lato, la comunicazione immediata ad Alto Adige Riscossione S.p.A. della sospensione dell’incarico per l’incasso di tali sanzioni inflitte dalla Segreteria generale della Provincia.
Dall’altro lato, si sollecitava di ordinare con urgenza l’annullamento di tutte le sanzioni e la restituzione degli importi già pagati, per due motivi: presunta carenza assoluta di competenza della Segreteria generale nell’applicazione delle sanzioni amministrative di cui all’articolo 4 del D.L. 19/2020 e, in ogni caso, difetto di ragionevolezza e proporzionalità di sanzioni irrogate per un comportamento ritenuto non lesivo dell’interesse tutelato.
Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) ha sostenuto che l’uso delle mascherine, in particolare quelle di cotone vendute anche nei supermercati, fosse inutile, ricordando che l’accordo di maggioranza prevede misure per superare le divisioni post-pandemia e promuovere la pacificazione sociale, a cominciare dall’eliminazione delle multe, e ha annunciato il proprio voto favorevole.
Andreas Colli (Wir Bürger) ha affermato che è tempo di rimediare a decisioni errate prese sulla base delle conoscenze di allora, invitando ad approvare la proposta di Holzeisen e ricordando una sua precedente mozione respinta in passato.
Ha aggiunto che anche componenti della Giunta hanno riconosciuto interpretazioni sbagliate e che, pur richiamandosi alle disposizioni statali, mancherebbero prove sull’efficacia delle mascherine nella limitazione dei contagi, interpretando l’obbligo come un attacco all’integrità delle persone.
Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit) ha ringraziato Holzeisen per la tenacia su un tema ritenuto importante, sottolineando che i lavori della commissione d’inchiesta mostrano criticità e che gli errori andrebbero corretti restituendo le sanzioni.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha annunciato voto favorevole alla parte dispositiva, ricordando il confronto sui margini di autonomia e l’astensione del suo gruppo sulla legge provinciale, precisando come presidente della commissione d’inchiesta che l’obiettivo sia comprendere quanto accaduto più che avanzare accuse, e proponendo la votazione separata tra premesse e parte deliberante, con il rigetto della postilla.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha spiegato che con le conoscenze attuali alcune decisioni sarebbero diverse, ma all’epoca la situazione era differente e non vi era evidenza scientifica dell’inutilità delle mascherine, anche all’aperto, e che le misure erano finalizzate a tutelare popolazione e sistema sanitario.
Ha ricordato che l’obbligo e le sanzioni erano di fonte nazionale e che la Provincia vi si era attenuta senza aggiunte, ribadendo la mancanza di competenza provinciale in materia e il ruolo provinciale limitato all’istituzione dell’unità amministrativa.
Ha sottolineato che in uno Stato di diritto non è possibile che ciascuno decida di non rispettare una norma ritenuta ingiusta o destinata a essere modificata, e che talvolta norme sanzionatorie vengono successivamente abrogate, senza che ciò ne legittimi la disapplicazione retroattiva.
Ha aggiunto di non avere difficoltà a rimettere in discussione decisioni passate alla luce delle acquisizioni scientifiche, ricordando che alcune misure, come il divieto di feste al chiuso, erano opportune, mentre altre possono essere riviste oggi pur essendo parse corrette allora.
Holzeisen ha replicato che i diritti fondamentali possono essere limitati solo da misure proporzionate e sensate, contestando l’analogia con le sanzioni per la sosta e accusando il presidente di confondere le competenze, poiché la Segreteria generale avrebbe irrogato sanzioni spettanti al prefetto.
Ha giudicato inaccettabile proseguire nella riscossione e ha ricordato che, mentre altrove l’obbligo di mascherina all’aperto veniva ritirato, in provincia ne veniva preteso l’uso, sostenendo che il presidente avrebbe potuto agire solo in assenza di disposizioni statali pur essendo intervenuto ripetutamente con ordinanze.
Intervenendo per fatto personale, Kompatscher ha invitato a evitare valutazioni personali, a cui Holzeisen ha ribattuto che è lo stesso presidente a fondare valutazioni sulle sensibilità.
La mozione è stata votata per parti separate ed è stata respinta: le premesse con 12 sì, 18 no e 4 astensioni, il punto 1 con 17 sì e 17 no, il punto 2 con 17 sì e 17 no, il punto 2.1 con 12 sì, 17 no e 5 astensioni, il punto 2.2 con 8 sì, 20 no e 6 astensioni.
È proseguita quindi la discussione sulla mozione n. 33/24 “Assistenza all’infanzia durante tutto l’anno: alla ricerca di nuove soluzioni”, con cui Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha chiesto di elaborare un progetto organico per l’assistenza all’infanzia lungo tutto l’anno, coinvolgendo tutti i soggetti interessati e affrontando la tematica da ogni prospettiva per individuare nuove soluzioni adeguate alle sfide attuali.
Rieder ha aggiunto che, in un secondo momento, andrebbero elaborati anche i contratti collettivi, ricordando studi che evidenziano la difficoltà di conciliazione famiglia-lavoro e un sondaggio secondo cui oltre l’86% dei genitori è interessato dal problema, chiedendo maggiore flessibilità di tutte le parti, sottolineando che non tutto il personale delle scuole dell’infanzia desidera giornate libere e invitando a intervenire sul meccanismo dei click day.
Brigitte Foppa (Gruppo Verde) ha osservato che la Provincia avrebbe perso un’occasione, evidenziando il passaggio da un modello con la madre a casa a una realtà differente, con ripercussioni sistemiche soprattutto sulle donne, e che d’estate molti bambini passano da un’offerta all’altra con stress ed elevati costi per le famiglie, sollecitando un concetto complessivo.
Waltraud Deeg (SVP) ha ricordato che la qualità di una società si misura da come tratta le categorie fragili e prive di lobby come bambini e anziani, ribadendo l’importanza della conciliazione e l’impegno a creare condizioni quadro che permettano alle famiglie di decidere autonomamente, citando investimenti per 3,6 milioni nel 2014 e migliaia di bambini inseriti nelle offerte estive.
Ha affermato che la Giunta dialoga con famiglie, cittadini e organizzazioni, ricordando di aver proposto in passato un asilo aperto tutto l’anno, proposta che aveva suscitato critiche, e invocando coerenza e sincerità.
Alex Ploner (Team K) ha chiesto a Deeg con chi si confronti e ha invitato l’assessora Rosmarie Pamer a ricordare proposte presentate alla Giunta, come l’apertura annuale della scuola dell’infanzia e la riforma complessiva del sistema socio-educativo avanzata dalla Soziale Mitte, criticando la maggioranza per aver respinto ora richieste simili accusando il Team K di voler far lavorare tutto l’anno, e per appropriarsi di idee delle opposizioni.
L’assessore Philipp Achammer ha sottolineato la necessità di intervenire sulla conciliazione, annunciando decisioni già adottate a favore delle famiglie, tra cui orari più lunghi nella scuola dell’infanzia con criteri semplificati e un ampliamento delle offerte di orario prolungato, con 120 nuove attivazioni previste per il prossimo anno.
Ha proposto un’offerta estiva distrettuale per i bambini tra i 3 e i 6 anni, lamentando l’eccesso di tavoli e ricordando che è in corso la contrattazione collettiva con l’intenzione di rimodulare gli orari e creare modelli di lavoro anche pomeridiani, sottolineando che non sempre è utile comunicare pubblicamente ogni passo in tempo reale.
L’assessora Rosmarie Pamer ha confermato il sostegno alle proprie posizioni sull’apertura annuale della scuola dell’infanzia e ha aggiunto che l’assistenza alla prima infanzia non dovrebbe rientrare nel settore pubblico, sostenendo che l’attuale modello funziona bene pur con margini di miglioramento sui compensi, specie dopo i progressi per le microstrutture.
Ha spiegato che i nuovi criteri si ispirano alla linea di Trento, con un’offerta di 6 settimane garantita dalla stessa persona di riferimento, precisando che 103 Comuni hanno previsto questa soluzione e si sono impegnati molto.
Quanto ai click day, ha auspicato di ridurli al minimo, ricordando però che spesso sono gli stessi enti gestori a richiederli e che, con posti limitati, le alternative sono i click day o il sorteggio.
Rieder ha replicato che quanto illustrato da Achammer e Pamer era già contenuto nelle premesse della mozione e nelle richieste avanzate da tempo dall’Alleanza per le famiglie e dal piano per la parità, che prevede un modello di assistenza 0-6 tutto l’anno, invitando ad attuarlo e lamentando il rigetto di proposte peraltro ridimensionate.
Ha rilevato che i genitori che lavorano faticano ancora a trovare posti nelle offerte estive e ha proposto di allargare il tavolo di lavoro ad altri esperti per esaminare tutte le proposte in un clima di fiducia, chiedendo un modello complessivo e condiviso anziché soli piccoli passi.
La mozione è stata respinta con 14 sì, 18 no e 1 astensione.

