Di Luca Franceschi
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Il Governo Meloni ha provveduto all’approvazione del decreto fiscale 2026, un intervento normativo che si configura come una misura concreta finalizzata a sostenere imprese, professionisti e famiglie italiane. La norma ripristina il regime fiscale agevolato applicabile ai dividendi e alle plusvalenze, fornendo in tal modo certezza agli investitori e creando stimoli per coloro che decidono di reinvestire nel territorio nazionale.
Tra gli elementi di rilievo del provvedimento figura l’estensione dell’iperammortamento anche ai beni strumentali di provenienza non europea, una scelta normativa che incentiva la modernizzazione dei processi produttivi e contribuisce a rafforzare la competitività del tessuto imprenditoriale italiano. Il decreto interviene inoltre con misure specifiche relative alle decorrenze IVA, ai regimi fiscali per i lavoratori impatriati e ai crediti d’imposta, dimostrando secondo l’amministrazione che è possibile alleggerire i carichi burocratici, sostenere la crescita economica e al contempo proteggere cittadini e imprese.
Secondo l’interpretazione fornita, il decreto non rappresenta esclusivamente una serie di interventi rivolti al mercato interno, ma è stato pensato anche per aumentare la competitività dell’Italia nel contesto internazionale, fornendo alle aziende italiane strumenti concreti per pianificare investimenti con certezza normativa, confrontarsi su mercati esteri e attrarre capitali produttivi. Questo aspetto strategico, secondo quanto sostenuto, non ha ricevuto sufficiente attenzione da parte della copertura mediatica.
Fratelli d’Italia sostiene da sempre questa linea di azione governativa: un esecutivo che adotta scelte concrete a favore delle famiglie, delle imprese e dell’occupazione, basate su azioni reali e tangibili anziché su proclami e slogan, capaci di rafforzare l’Italia anche nel confronto con gli altri Paesi.
