Di Luca Franceschi
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La riforma degli istituti tecnici voluta dal Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara è finita al centro di una controversia che assume ora anche contorni giudiziari. A denunciarlo è la senatrice del Movimento 5 Stelle Vincenza Aloisio, che evidenzia come quello che il suo partito segnala da tempo come un pasticcio sia diventato un vero e proprio caso.
Il problema principale riguarda i tempi di attuazione del riordino, arrivato dopo la chiusura delle iscrizioni, modificando quadri orari e percorsi formativi già scelti dagli studenti e dalle loro famiglie. Una situazione che ha portato la Rete Nazionale degli Istituti Tecnici a presentare un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, supportato anche da alcune famiglie.
Il Movimento 5 Stelle esprime piena solidarietà e totale appoggio a questa iniziativa, condividendo le ragioni di chi protesta contro un cambiamento delle regole a gioco iniziato. Il decreto ministeriale 29/2026 è stato infatti varato quando le iscrizioni erano ormai concluse, violando secondo i critici il legittimo affidamento delle famiglie, che si sono trovate costrette a confermare l’iscrizione senza avere contezza dei nuovi quadri orari.
La situazione negli istituti è descritta come caotica. Gli organi collegiali sono stati esautorati, il parere contrario espresso dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione è stato ignorato e, nonostante le rassicurazioni fornite, molti docenti stanno già risultando perdenti cattedra.
Secondo l’analisi della senatrice pentastellata, dietro la retorica dell’innovazione si celerebbe un pericoloso impoverimento culturale. La riforma ridurrebbe le discipline umanistiche e scientifiche per piegare la scuola alle sole esigenze delle imprese locali, con il rischio concreto di frammentare il valore del diploma nazionale e di aumentare le disuguaglianze territoriali.
Un elemento significativo è rappresentato dal rinvio della riforma in Trentino-Alto Adige, che secondo il M5S dimostrerebbe la reale esistenza delle criticità denunciate.
Per queste ragioni, la richiesta rivolta al Governo è quella di fermarsi immediatamente, sospendere il provvedimento e aprire un confronto autentico con famiglie e sindacati. Se necessario, viene suggerito di trattare una moratoria con l’Europa in relazione agli obblighi previsti dal PNRR.
La senatrice Aloisio conclude con un messaggio netto: non si può permettere che l’anno scolastico inizi nei tribunali, scaricando le conseguenze di questa situazione sui ragazzi.
