Di Luca Franceschi
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In dichiarazione di voto sul Piano Casa presso l’Aula del Senato, il senatore di Fratelli d’Italia Etelwardo Sigismondi ha illustrato le due opzioni che il governo Meloni aveva di fronte a sé: procedere con il nulla, come hanno fatto i governi di centrosinistra in passato, oppure implementare un piano audace come quello in discussione, che prevede la realizzazione di 100 mila case nel corso di dieci anni.
Sigismondi ha sottolineato come i 200 miliardi di euro stanziati per il Superbonus avrebbero potuto essere impiegati in maniera più efficace per la costruzione di alloggi. Se così fosse stato, secondo il parlamentare, il problema abitativo italiano sarebbe stato risolto e le famiglie in attesa di case popolari avrebbero finalmente ricevuto la risposta che attendono da tempo. Al contrario, osserva il senatore, il costo complessivo del Superbonus, destinato a permettere a una minoranza di ristrutturare le proprie seconde abitazioni e persino castelli privati, è stato distribuito anche su coloro che di una casa non dispongono.
Il senatore ha delineato chiaramente la posizione di Fratelli d’Italia rispetto al tema abitativo, affermando che con il centrosinistra non sarà possibile raggiungere un accordo su questo argomento. La ragione risiede, secondo Sigismondi, nell’avversione che la sinistra nutre nei confronti della proprietà privata, che intende colpire attraverso politiche di occupazione o mediante l’introduzione di tributi come la patrimoniale.
Per il governo Meloni, al contrario, la casa rappresenta un diritto fondamentale che apre prospettive concrete alle giovani coppie che desiderano costruire una famiglia e progettare il proprio futuro.
