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FDI – FRATELLI D’ITALIA * SENATO: «DIGITALE, TERZI (FDI): LA SOVRANITÀ TECNOLOGICA PUÒ ESISTERE SOLO A LIVELLO EUROPEO»

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19.45 - mercoledì 1 luglio 2026

Di Luca Franceschi
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La sovranità tecnologica europea rappresenta una sfida cruciale per il futuro del continente. Secondo quanto sostiene il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi, parlare di sovranità nazionale nel digitale significa necessariamente fare riferimento alla sovranità europea nel suo complesso. Gli investimenti richiesti, le infrastrutture necessarie, l’accumulazione di capitale e il progresso tecnologico indispensabile per competere a livello globale possono essere realizzati solamente operando a scala europea. Una sfida di questa portata risulta paragonabile a quella energetica: attualmente due grandi poli dominano lo scenario internazionale, gli Stati Uniti e la Cina, ed è proprio a questo livello che l’Europa ha la possibilità di affermarsi come terzo protagonista anche nel settore delle alte tecnologie.

La materia della sovranità digitale tocca aspetti fondamentali dell’esistenza contemporanea, ormai divenuta centrale nei dibattiti culturali, scientifici e politici di tutto il continente. L’Unione europea dispone di un quadro normativo particolarmente solido, edificato sulla centralità della persona umana. Questo si evidenzia chiaramente attraverso il GDPR, il Digital Services Act, il Digital Markets Act e l’AI Act, strumenti che pongono costantemente al centro la protezione dei diritti e il valore dell’essere umano.

La competitività, tuttavia, non dipende esclusivamente dai capitali disponibili o dalle dimensioni dell’economia. Oggi risulta determinante la velocità con cui si procede all’innovazione, agli investimenti e al trasferimento delle nuove tecnologie al sistema produttivo complessivo. L’Italia, insieme all’Europa, affronta questa sfida con un modello che mantiene sempre la persona al centro della propria strategia. Il nostro Paese non solo partecipa a questa competizione, ma anticipa anche altri Stati membri, indicando una direzione chiara e consapevole. Grazie alla lungimiranza del Governo Meloni, l’Italia è divenuta, poche settimane fa, la prima nazione a dotarsi di una normativa nazionale organica in materia di Intelligenza Artificiale. Tra le misure approvate spicca l’innovativa disciplina sulla responsabilità civile per danni provocati dall’IA.

La forza del Made in Italy continua a risiedere nella qualità della nostra imprenditoria e nella capacità delle piccole e medie imprese, che costituiscono l’ossatura del tessuto economico italiano. È proprio questa capacità di innovare e di adattarsi ai cambiamenti che, dal miracolo economico italiano fino ai giorni nostri, ha permesso alle nostre esportazioni di continuare a crescere costantemente. L’export italiano ha raggiunto un nuovo record, sfiorando i 643 miliardi, superando addirittura il Giappone. Particolarmente significativo risulta il dato relativo agli Stati Uniti, con una crescita del 7,2 proprio nell’anno contraddistinto dalle maggiori tensioni nei rapporti transatlantici. Questo numero dimostra la profondità dei legami che uniscono l’Italia all’America.

In una fase caratterizzata da tensioni commerciali e misure protezionistiche, l’Unione europea ha saputo gestire la situazione con equilibrio, anche grazie al contributo italiano. La parola chiave rimane una sola: diversificazione. Si tratta di diversificare le fonti energetiche, i mercati di riferimento e molti altri aspetti. L’Europa sta già procedendo in questa direzione, coniugando intelligentemente la diversificazione con l’innovazione tecnologica. Un esempio emblematico riguarda il settore spaziale, in particolare il recente partenariato trilaterale tra Airbus, Leonardo e Thales, un progetto industriale europeo che vede l’Italia in posizione di primo piano e che indubbiamente rafforzerà la capacità dell’Europa di competere in un settore sempre più strategico e determinante.

Riguardo all’intelligenza artificiale, il tema centrale del dibattito contemporaneo, risulta importante continuare ad applicare con rigore i principi che l’Europa si è data, garantendo trasparenza e tutela dei diritti. Parallelamente, è cruciale non rallentare il ritmo della corsa all’innovazione e dello sviluppo tecnologico. Fondamentale risulta affrontare questo argomento con una comunicazione responsabile, evitando sia gli allarmismi ingiustificati sia gli entusiasmi privi di senso critico. L’intelligenza artificiale va conosciuta, governata e spiegata adeguatamente ai cittadini. Occorre parlare davvero dei vantaggi che l’IA apporta, non solamente dei pericoli o dei rischi. L’intelligenza artificiale può dare un impulso straordinario tanto alle amministrazioni pubbliche quanto alle imprese del settore privato.

La vera sovranità tecnologica si costruisce attraverso un’Europa forte e consapevole, capace di coniugare innovazione, sviluppo industriale, tutela dei diritti e centralità della persona. Tutto questo valorizzando il Made in Italy come protagonista principale della competitività europea nel contesto mondiale, come sottolinea Terzi in occasione dell’evento “Digitale e made in Italy: tra Sovranità Tecnologica e Culturale”, organizzato su iniziativa del presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati Federico Mollicone.

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