Di Luca Franceschi
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Emerge una vicenda che desta preoccupazione nel panorama della gestione dell’immigrazione irregolare. Secondo quanto rivelato dal quotidiano il Tempo, le indagini relative a certificati medici falsi, inizialmente partite da Ravenna, si estenderebbero ora a oltre cento casi distribuiti in diverse regioni italiane. La questione riguarda sanitari che avrebbero giudicato migranti irregolari come inidonei al trattenimento nei Centri di permanenza temporanea, quando in realtà tali individui si sono successivamente dimostrati capaci di commettere una serie di reati significativi.
I comportamenti contestati includono resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, lesioni personali, rapina, furto e atti persecutori. Secondo le ricostruzioni investigative, i medici avrebbero compilato questi certificati mossi da una concezione di aperta contestazione nei confronti delle politiche di gestione dell’immigrazione clandestina, coordinandosi tra di loro per raggiungere questo obiettivo.
Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, ha commentato la situazione esprimendo preoccupazione per quanto accaduto. Ha rivolto un plauso nei confronti di coloro che stanno conducendo le indagini e ha annunciato che il suo partito presenterà interrogazioni parlamentari sull’argomento. Malan ha inoltre manifestato l’aspettativa che gli Ordini dei medici competenti adottino provvedimenti disciplinari appropriati, ritenendo che questi professionisti sanitari avrebbero utilizzato le prerogative della loro professione per perseguire obiettivi illegittimi e immorali.
Nel suo intervento, Malan ha sottolineato come il governo Meloni abbia dedicato uno sforzo costante al contrasto dell’immigrazione illegale, affermando che non può essere tollerato che l’opposizione a questa linea politica si concretizzi attraverso simili metodologie, compromettendo l’integrità delle procedure amministrative e sanitarie.
