(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
////
PROPOSTA DI RISOLUZIONE n. /XVII. Interventi in favore della tutela e della promozione della minoranza linguistica ladina-fassana.
Allineamento dell’indennità di bilinguismo del personale docente della scuola dell’infanzia con quello del personale docente delle scuole di ordine superiore all’interno della Scola Ladina de Fascia.
La tutela delle minoranze linguistiche nella Provincia autonoma di Trento trova il proprio fondamento nel quadro costituzionale, a partire dall’articolo 6 della Costituzione, nonché nello Statuto speciale di autonomia del Trentino-Alto Adige e nella normativa di attuazione provinciale.
In tale contesto si inserisce la disciplina di settore relativa alla valorizzazione delle comunità ladina, mòchena e cimbra, per le quali la Provincia esercita competenze legislative e amministrative primarie in materia di istruzione e cultura.
Uno degli strumenti fondamentali di tutela attiva è rappresentato dall’inserimento dell’insegnamento delle lingue minoritarie nei curricula scolastici di ogni ordine e grado, in coerenza con quanto previsto dalla Legge 15 dicembre 1999 n. 482 e dalla normativa provinciale di settore.
Sotto il profilo ordinamentale, l’insegnamento delle lingue di minoranza non costituisce un’attività accessoria, bensì un elemento strutturale del sistema educativo locale, funzionale alla trasmissione intergenerazionale del patrimonio linguistico e culturale e alla piena attuazione del principio di tutela sostanziale delle minoranze.
In tale quadro, assume rilievo il trattamento economico del personale docente impegnato nell’insegnamento delle lingue minoritarie, cui è riconosciuta un’indennità di bilinguismo quale componente accessoria della retribuzione, correlata al possesso di specifiche competenze linguistiche certificate e all’effettivo esercizio della funzione didattica in contesti bilingui.
Tuttavia, l’attuale assetto evidenzia una criticità significativa per quanto concerne la Scola ladina de Fascia: nella scuola dell’infanzia l’indennità di bilinguismo risulta sensibilmente inferiore rispetto a quella prevista per il personale docente degli altri gradi di istruzione.
Tale differenziazione appare difficilmente giustificabile alla luce di un’analisi funzionale del sistema educativo.
Dal punto di vista pedagogico e glottodidattico, infatti, è ampiamente riconosciuto che l’esposizione precoce alla lingua rappresenta un fattore determinante per l’acquisizione delle competenze linguistiche, soprattutto nei contesti di minoranza. Ne consegue che il segmento della scuola dell’infanzia riveste un ruolo strategico nella politica linguistica provinciale.
Sotto il profilo amministrativo, la disparità nel riconoscimento economico rischia di produrre effetti distorsivi, tra cui:
· una minore attrattività delle posizioni nella scuola dell’infanzia per il personale in possesso di competenze linguistiche certificate;
· una potenziale discontinuità nei percorsi educativi bilingui;
· una riduzione dell’efficacia complessiva delle politiche di tutela linguistica.
Alla luce di tali considerazioni, si ritiene opportuno valutare un intervento di riallineamento dell’indennità di bilinguismo tra i diversi ordini scolastici della Scola ladina de Fascia, in un’ottica di coerenza sistemica e di valorizzazione del ruolo strategico dell’educazione linguistica precoce.
Un eventuale adeguamento dovrebbe essere considerato non come un mero incremento retributivo, bensì come una misura di politica pubblica finalizzata a rafforzare l’efficacia degli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento.
In conclusione, la piena attuazione delle politiche di salvaguardia delle minoranze linguistiche richiede un approccio integrato, che tenga conto non solo del quadro normativo, ma anche delle condizioni operative del sistema educativo, a partire dal riconoscimento del ruolo centrale del personale docente della scuola dell’infanzia.
Valorizzazione dell’Olfed sia in termini di risorse umane che nel riconoscimento dell’indennità di bilinguismo per il personale ad esso dedicato, con lo sguardo rivolto ad una collaborazione trasversale tra lo stesso e l’intendenza scolastica di Bolzano, con particolare riferimento alla componente linguistica ladina.
OLFED, acronimo di Ofize Ladin Formazion e Enrescida Didatica, è un organismo collegato alla Scola Ladina di Fascia e rappresenta un punto di riferimento per la promozione della lingua e della cultura ladina.
L’ufficio svolge attività di ricerca, formazione e supporto didattico, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio linguistico e culturale ladino attraverso il sistema scolastico.
L’OLFED nasce all’interno della realtà della Scola Ladina di Fascia per sostenere il percorso educativo bilingue e plurilingue presente sul territorio. Le sue attività sono rivolte principalmente agli insegnanti, agli studenti e alle istituzioni scolastiche della valle. Le finalità principali dell’ufficio sono:
• promuovere la lingua ladina nelle scuole;
• sviluppare materiali didattici specifici;
• organizzare corsi di aggiornamento e formazione per docenti;
• incentivare la ricerca pedagogica e linguistica;
• collaborare con enti culturali e istituzioni del territorio;
• valorizzare la cultura ladina attraverso progetti educativi.
Una delle attività più importanti di OLFED riguarda la realizzazione di strumenti didattici in lingua ladina. Vengono preparati libri, dispense, contenuti multimediali e materiali per l’insegnamento destinati alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie. Questi strumenti aiutano gli studenti a sviluppare competenze linguistiche sia in italiano sia in ladino, contribuendo alla conservazione della lingua locale. L’OLFED organizza incontri, seminari e corsi di aggiornamento per il personale scolastico. Le attività formative riguardano metodologie didattiche innovative, insegnamento bilingue e approfondimenti sulla cultura ladina. La formazione continua permette ai docenti di affrontare in modo efficace le esigenze educative di un territorio caratterizzato dalla presenza di più lingue e identità culturali. L’ufficio collabora con esperti e istituzioni per sviluppare progetti di ricerca nel campo linguistico e pedagogico. L’obiettivo è migliorare l’insegnamento e trovare strategie innovative per rendere più efficace l’apprendimento.
Inoltre, vengono promossi progetti digitali e attività che integrano nuove tecnologie nella didattica.
OLFED sostiene iniziative dedicate alla cultura ladina, come eventi, laboratori, pubblicazioni e collaborazioni con musei e associazioni culturali.
L’azione di OLFED ha una grande importanza sociale e culturale. In un contesto in cui molte lingue minoritarie rischiano di perdere diffusione, il lavoro svolto dall’ufficio aiuta a mantenere viva la lingua, la cultura e la storia ladina.
La scuola rappresenta infatti uno degli strumenti principali per trasmettere identità, tradizioni e valori culturali. Grazie alle attività di OLFED, gli studenti possono crescere in un ambiente educativo che valorizza il bilinguismo e il rispetto delle diversità linguistiche.
La valorizzazione della lingua ladina non riguarda soltanto la conservazione di una tradizione, ma anche la costruzione di un’identità culturale forte e condivisa. In questo senso, OLFED contribuisce in modo concreto alla crescita culturale e sociale della Comunità fassana.
Nonostante l’importante ruolo che OLFED svolge, non solo per la Scola Ladina de Fascia ma per tutta la Comunità di Fassa, e nonostante l’attenzione dell’assessorato provinciale competente che negli scorsi anni ha aumentato le ore dedicate a questo ufficio, permane ancora una carenza di personale ad esso a disposizione. Per fare un esempio, nella vicina Provincia di Bolzano, la struttura equivalente ha maggiori risorse ad essa destinate. Nondimeno l’assenza dell’indennità di bilinguismo per il personale in servizio a OLFED, figure prima di tutto docenti, provenienti dal mondo scolastico e in possesso del “patentino di ladino”. Per una stortura normativa o contrattuale, a tale personale specializzato non viene riconosciuta l’indennità di bilinguismo. Una “storpiatura”, si ribadisce, perché si escludono figure altamente qualificate che si occupano anche (ma nonsolo) dello sviluppo e della produzione di materiale in lingua ladina ad uso e consumo di docenti e studenti della Scola Ladina de Fascia.
Utile, in conclusione, sarebbe la collaborazione continuativa con la Sovrintendenza Scolastica di Bolzano e, nello specifico, con il dipartimento dedicato alla lingua ladina, al fine di scambiare e condividere bestpractices, anche volte ad una maggiore unità tra le valli che costituiscono la “Ladinia dolomitica”
Tutto ciò premesso,
IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
impegna la Giunta provinciale
1. ad avviare un tavolo di confronto con i soggetti interessati al fine di valutare la possibilità di una parificazione economica dell’indennità di bilinguismo del personale docente della scuola dell’infanzia della Scola ladina de Fascia, con quello delle medesime figure impiegate nelle scuole di grado superiore;
2. ad avviare un’analisi di fattibilità anche tramite il confronto con la provincia di Bolzano finalizzata ad un potenziamento dell’OLFED e della sua struttura organizzativa nonché a valutare un ampliamento del rapporto di collaborazione con la Sovrintendenza scolastica ladina della Provincia di Bolzano per la condivisione di best practice, favorire una maggiore sinergia fra le valli della “Ladinia dolomitica” e un approccio unitario nella produzione di materiale in lingua ladina.
*
Consigliere provinciale ladino
Luca Guglielmi
