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PAT * SANITÀ DIGITALE: «LA TRASFORMAZIONE TECNOLOGICA RICHIEDE UN CAMBIAMENTO STRUTTURALE»

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13.28 - mercoledì 13 maggio 2026

La trasformazione digitale della sanità non può prescindere dalle persone, dalle loro competenze e dalla capacità delle organizzazioni di gestire il cambiamento. Con questa consapevolezza, la Provincia autonoma di Trento ha promosso insieme ad ASUIT, Fondazione Bruno Kessler e TrentinoSalute4.0 un’iniziativa dedicata al futuro dell’innovazione sanitaria e alle strategie formative sviluppate sul territorio in linea con gli indirizzi nazionali ed europei. L’appuntamento, tenutosi presso la sede della Fondazione Franco Demarchi a Trento, si colloca nel più ampio percorso di digitalizzazione del sistema sanitario sostenuto dal PNRR e affronta una delle sfide decisive per il settore: accompagnare l’evoluzione tecnologica con un investimento strutturale sulle competenze.

L’accelerazione impressa negli ultimi anni al Servizio sanitario nazionale rende sempre più urgente colmare il divario digitale, promuovere nuove professionalità e diffondere una cultura dell’innovazione capace di coinvolgere trasversalmente operatori sanitari e socio-sanitari. Durante l’incontro, i vertici del sistema sanitario trentino hanno sottolineato come la tecnologia da sola non sia sufficiente a generare innovazione senza una crescita parallela delle competenze e dei modelli organizzativi.

Andrea Ziglio, dirigente generale del Dipartimento Salute della Provincia autonoma di Trento, ha ribadito che il rafforzamento delle competenze digitali rappresenta una condizione imprescindibile per sostenere la transizione in corso. “La sfida non riguarda semplicemente l’apprendimento di nuovi strumenti, ma la capacità di ripensare i processi di cura in chiave più integrata, efficiente e vicina ai bisogni delle persone, facendo in modo che la tecnologia diventi un supporto concreto alle decisioni cliniche e alla relazione con il cittadino”, ha spiegato.

Rosa Magnoni, direttore amministrativo di ASUIT, ha sottolineato la dimensione organizzativa del cambiamento, mettendo in evidenza il ruolo delle istituzioni nel creare contesti favorevoli all’innovazione. “La trasformazione digitale non coincide con l’introduzione di nuovi strumenti, ma con la capacità delle organizzazioni di accompagnare i professionisti in un percorso continuo di crescita, collaborazione e aggiornamento. Il compito è costruire condizioni stabili perché l’innovazione diventi pratica quotidiana, semplifichi i processi, alleggerisca il carico burocratico e migliori concretamente la qualità del lavoro amministrativo e sanitario”, ha affermato.

Durante l’incontro è stato presentato il percorso sviluppato dal sistema trentino grazie alla collaborazione tra Provincia, ASUIT e Fondazione Bruno Kessler, in coerenza con il quadro normativo europeo e nazionale. Lisa Leonardini, coordinatrice del Programma ProMIS, ha illustrato come la Strategia nazionale per l’accrescimento delle competenze digitali del personale sanitario punti a costruire un sistema permanente di educazione in sanità digitale, capace di accompagnare strutturalmente la trasformazione del Servizio sanitario nazionale. Il modello prevede la definizione di un portfolio nazionale delle competenze, percorsi formativi personalizzati in base a professione, ruolo ed esperienza, e un ciclo continuo di pianificazione, attuazione e monitoraggio, con l’obiettivo di rendere i professionisti sempre più autonomi, consapevoli e fluenti nell’utilizzo delle tecnologie digitali.

L’evento ha rappresentato un momento di restituzione delle progettualità avviate e dei risultati ottenuti, a partire da EUVECA, iniziativa europea dedicata allo sviluppo delle competenze degli operatori sanitari, passando per il Piano operativo delle competenze della Missione 6 del PNRR, che ha già contribuito a rafforzare il patrimonio digitale del personale locale.

Particolare attenzione è stata dedicata a FormLab, il laboratorio sviluppato da ASUIT, FBK e TrentinoSalute4.0 secondo il modello R-ECM, che ha permesso di integrare formazione e pratica clinica attraverso metodologie learning by doing e l’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale applicati a casi reali. È proprio questa capacità di mettere in relazione ricerca, formazione e sperimentazione a rappresentare uno degli elementi distintivi del “modello Trentino”, una sinergia che contribuisce a migliorare la qualità dei servizi e delle cure e ad alimentare nuovi processi di produzione di conoscenza, consolidando il posizionamento del territorio come laboratorio di eccellenza nel panorama nazionale ed europeo della sanità digitale.

Al termine della mattinata, Diego Conforti, direttore dell’Ufficio Innovazione e Ricerca della Provincia autonoma di Trento, ha sintetizzato gli elementi emersi dal dibattito, indicando una priorità strategica per il sistema sanitario trentino: integrare in modo strutturale lo sviluppo delle competenze digitali dei professionisti all’interno dei processi programmatori.

“L’adozione della strategia nazionale sulle competenze digitali, già in fase di sperimentazione in alcune realtà regionali, rappresenta un’occasione concreta per dare continuità e visione alle esperienze che il Trentino ha saputo costruire in questi anni”, ha evidenziato Conforti. “Grazie al lavoro sviluppato con TrentinoSalute4.0, alla collaborazione con il mondo della ricerca e a iniziative come FormLab, disponiamo di un patrimonio di competenze, metodologie e sperimentazioni che ora deve trovare piena collocazione nella programmazione del sistema sanitario. Rendere strutturale questo percorso significa trasformare l’innovazione da esperienza progettuale a leva permanente di sviluppo organizzativo e professionale”.

Dal confronto è emersa una consapevolezza condivisa: la trasformazione digitale della sanità può produrre un cambiamento reale solo attraverso una visione sistemica e di lungo periodo, capace di mettere al centro i professionisti, valorizzarne le competenze e renderli protagonisti attivi dell’innovazione e del miglioramento continuo della qualità delle cure.

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