Di Luca Franceschi
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La situazione delle carceri italiane si presenta estremamente critica e il piano del governo appare ancora lontano da una concreta attuazione. È quanto emerge dall’audizione del commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria Marco Doglio davanti alla commissione Giustizia.
Nonostante il resoconto sia stato chiaro e puntuale, il quadro che ne emerge è decisamente preoccupante. Le risorse messe a disposizione della struttura commissariale sono insufficienti e nessuno può compiere miracoli in queste condizioni.
L’emergenza carceraria non trova alcuna vera soluzione all’orizzonte. I numeri relativi ai posti aggiuntivi nelle carceri restano estremamente incerti. Dei 6mila posti previsti sin dall’avvio del piano governativo, molti rimangono in uno stato di completa indeterminatezza.
Nessun nuovo posto sarà disponibile nell’estate 2026, ormai imminente, nemmeno quelli relativi ai cantieri che dovrebbero essere in fase più avanzata. I primi risultati significativi dal punto di vista numerico non arriveranno prima della seconda metà del 2027.
Questa situazione si verifica ancora una volta perché le ambizioni e le promesse dell’esecutivo guidato da Meloni si scontrano duramente con la realtà dei fatti. Il governo dovrebbe almeno evitare di aggravare ulteriormente la situazione con provvedimenti amministrativi privi di senso, come il divieto dei frigoriferi nelle celle, o continuando a introdurre nuovi reati e inasprimenti delle pene.
In vista dell’estate che si preannuncia critica sotto ogni aspetto, è stata già richiesta l’audizione del capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per comprendere come verrà gestita la situazione negli istituti penitenziari durante i mesi più caldi.
Il governo deve accelerare e adottare decisioni concrete per ridurre il sovraffollamento carcerario. La proposta delle case di comunità di reinserimento sociale è sul tavolo da due anni e attende ancora una risposta.
