Di Luca Franceschi
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Le opposizioni in Senato esprimono preoccupazione per l’esclusione del Terzo settore dalla preparazione del disegno di legge delega sul servizio civile universale. Cinque senatori hanno rilasciato una dichiarazione congiunta al termine dell’audizione sul provvedimento n. 1953, sottolineando come questa mancanza rappresenti un grave errore che deve essere corretto immediatamente.
I senatori Orfeo Mazzella, Sandra Zampa, Susanna Camusso, Tino Magni e Aurora Floridia hanno chiesto formalmente al Ministro Abodi e alla Ministra Casellati di aprire senza indugi un confronto ampio e concreto con il Terzo settore prima dell’esercizio della delega. Secondo i parlamentari, ignorare questo comparto significa trascurare una componente vitale del Paese, quella stessa su cui si fonda l’intera struttura del servizio civile.
Nel merito della questione, le opposizioni ribadiscono una posizione chiara e condivisa: il servizio civile è nato come strumento di difesa non armata della Patria e di formazione di cittadini attivi, secondo quanto stabilito dagli articoli 11 e 52 della Costituzione. Non può quindi essere trasformato in un percorso di avviamento al lavoro né essere piegato a finalità estranee ai suoi obiettivi istituzionali originari.
I dati confermano la natura peculiare di questo istituto: sono state presentate oltre 165mila domande a fronte di circa 60mila posti disponibili nei bandi. Questo rapporto testimonia come il servizio civile risponda a motivazioni che vanno oltre la semplice ricerca di un’occupazione.
I senatori riconoscono l’utilità dello sviluppo di competenze trasversali e di life skills, ma precisano che si tratta di qualcosa di diverso dalle competenze professionali. L’esperienza del servizio civile è riconosciuta con un’indennità di circa 520 euro mensili, che non è né deve diventare una retribuzione vera e propria.
Particolare attenzione viene riservata alla questione dell’obiezione di coscienza, riconosciuta nel 1972 e considerata una conquista fondamentale. I parlamentari avvertono che si tratta di un diritto che, se non adeguatamente tutelato, rischia di andare perduto.
La conclusione dell’appello è rivolta direttamente ai ministri competenti, con l’auspicio che assumano impegni concreti durante l’iter di esame della delega in decima Commissione, garantendo così che il servizio civile mantenga la sua identità originaria e costituzionale.
