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CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO: «COMMISSIONE D’INCHIESTA SULLA PANDEMIA: ARTE E CULTURA AL CENTRO»

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15.49 - martedì 28 luglio 2026

Di Luca Franceschi
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La Commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia di Covid negli anni 2020-2023 e individuazione delle responsabilità si è riunita nella mattinata di martedì 28 luglio 2026 sotto la presidenza di Brigitte Foppa.

Per la prima volta l’attenzione si è concentrata sulla società, con un’audizione in forma di panel dedicata a rappresentanti di arte, cultura e associazionismo, alla quale hanno preso parte Alexander Zöggeler (Presidente del Südtiroler Künstlerbund), Leander Moroder (già direttore dell’Istitut Ladin Micurá de Rü), Thomas Ober Maniacco (Direttore generale di Perfas), Sandra Passarello (Vicepresidente di Perfas) e Pepi Fauster (già Presidente della Federazione delle Bande Musicali dell’Alto Adige).

Foppa ha definito l’audizione molto ricca e interessante, perché ha permesso di affrontare il tema dell’arte e della cultura da angolazioni diverse.

Oltre alle testimonianze di carattere generale sui vari ambiti, sono emerse alcune chiavi di lettura che mostrano come la pandemia sia stata vissuta in modo differente nei settori culturali e artistici.

Una distinzione fondamentale riguarda il volontariato rispetto al lavoro professionale in campo culturale.

Il volontariato vive di presenza e condivisione, del ritrovarsi in comunità per fare cultura insieme – suonare, recitare, preparare spettacoli –, attività che durante la pandemia si sono completamente fermate.

Per chi opera professionalmente nell’arte e nella cultura, le difficoltà si sono collocate su un livello ulteriore e più profondo.

Non c’era possibilità di esibirsi: attrici e attori non potevano recitare, musiciste e musicisti non potevano salire sul palco.

Ne è derivato per molte e molti il problema della stessa sopravvivenza.

Alcune e alcuni hanno vissuto quel periodo come una pausa creativa, mentre altre e altri hanno sofferto profondamente l’isolamento, con conseguenze ancora oggi visibili, dalla depressione al cambio di professione.

Molte operatrici e molti operatori culturali si sono orientati verso altre attività e una parte non è più rientrata nel mondo dell’arte.

Altre e altri, al contrario, hanno saputo elaborare quel tempo esplorando nuovi ambiti creativi.

Il digitale è stato citato come esempio: l’audizione ha evidenziato l’ampiezza delle possibilità di realizzare spettacoli o creare comunità in forme online.

Una parte di queste innovazioni è rimasta e continua a influenzare la scena artistica e culturale, e lo farà anche in futuro.

La seconda grande differenza riguarda la produzione artistica individuale rispetto a quella collettiva.

Anche in questo campo se ne avvertono tuttora gli effetti: è stato riferito, per esempio, che alcuni festival non esistono più e che in diversi casi il numero di partecipanti è rimasto basso.

In particolare la cultura degli eventi – il settore musicale, i DJ, le discoteche e simili – risulta ancora oggi danneggiata, perché soprattutto i giovani tendono tuttora a riunirsi in gruppi più piccoli.

Sotto il profilo economico, ai membri della Commissione è stato più volte segnalato che le linee guida sulle differenze tra cultura e attività economiche sono apparse molto contraddittorie dal punto di vista finanziario.

Sono stati previsti grandi finanziamenti, ad esempio, per le strutture turistiche, mentre chi opera nel settore culturale ha ricevuto contributi molto ridotti.

Le artiste e gli artisti hanno ottenuto importi che andavano da poche centinaia di euro fino a 5.000 euro, mentre per le strutture turistiche e altri comparti le somme erano di tutt’altra entità.

Da ciò discende una consapevolezza che resta attuale e rappresenta una delle principali lezioni della pandemia: artiste e artisti devono essere tutelati molto meglio, un compito che spetta alla politica.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle bambine, ai bambini, alle e agli adolescenti e ai danni che la pandemia ha lasciato in relazione alla loro creatività e al potenziale artistico e culturale.

Tali danni sono stati definiti considerevoli.

Con riferimento alla generazione che oggi frequenta le scuole superiori e che ha vissuto la pandemia durante l’infanzia, si è parlato di una generazione spaventata, che fatica a instaurare relazioni e a entrare a far parte della comunità.

Si tratta di una delle conseguenze particolarmente gravi della pandemia, pur a fronte di valutazioni differenti.

Da un lato, si è osservato, questa generazione impaurita esiste e la pandemia ha ulteriormente irrigidito i sistemi, per esempio quello educativo.

Dall’altro lato, è stato riferito dal settore delle bande musicali che quel periodo ha sì ristretto gli spazi, ma ha anche permesso una ripresa, facendo nascere nuove idee e alimentando tra i giovani una certa euforia del nuovo inizio.

È stato inoltre rilevato in modo unanime che all’inizio della pandemia la cultura è stata sostanzialmente dimenticata e poi a lungo trascurata, una valutazione molto critica che solleva interrogativi su quanto la cultura sia importante nella nostra società, quanto sia rilevante per il sistema, che cosa possa offrire e che cosa avrebbe potuto offrire durante la pandemia.

Nell’audizione si è discusso anche di come sia stata gestita la critica in quel periodo e ci si è chiesti se artiste e artisti avrebbero dovuto esporsi pubblicamente in modo più critico.

La risposta emersa è che anche chi opera nella cultura dipende dalla mano pubblica.

In conclusione, Foppa ha sottolineato che la polarizzazione e la divisione della società si sono avvertite anche nel settore artistico e culturale e che forse arte e cultura avrebbero potuto contribuire alla rielaborazione collettiva, se fosse stato loro possibile farlo.

La Commissione d’inchiesta si riunirà nuovamente il 2 e il 23 settembre 2026, dedicando entrambe le giornate a un ciclo di audizioni approfondite sul settore dei media.

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