(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Festa dell’Ulivo “Noè”: quando la memoria diventa radice. Non è stato solo un gesto simbolico, ma un momento carico di significato quello vissuto durante la Festa dell’Ulivo “Noè” Giovedì 30 Aprile. Nel giardino della Fondazione, la piantumazione di un’ulivo, donato da Raffaella Ischia, in occasione di un’attività svolta nell’ultimo anno con i residenti, si è trasformata in un’occasione di condivisione, memoria e comunità.

L’albero, infatti, non rappresenta soltanto un elemento naturale, ma racchiude una storia costruita nel tempo: fatta di incontri, racconti e frammenti di vita che hanno preso forma grazie al contributo prezioso delle residenti, chiamate “Le Favolose”.
Sono state proprio loro a donare ricordi legati alla terra, tradizioni come la festa degli alberi e filastrocche dell’infanzia, restituendo alla comunità un patrimonio umano e culturale di grande valore.
In quelle parole si percepisce la continuità tra passato e presente: una memoria viva che, proprio come l’ulivo, trova nuove radici nel presente per proiettarsi nel futuro. Non a caso, l’albero è stato benedetto da padre Francesco Sarego, diventando simbolo di protezione, speranza e rinascita.
L’ulivo “Noè” è destinato a diventare un vero e proprio luogo del cuore: un testimone silenzioso delle storie che lo hanno accompagnato fin qui e dell’affetto che ha segnato questo momento.
Il progetto è stato possibile grazie all’impegno e alla sensibilità di chi lo ha ideato e accompagnato con cura: un lavoro condiviso e coordinato da Rita Pellegrini, insieme a un gruppo unito da passione ed entusiasmo, in collaborazione con le residenti.
Fondamentale anche il contributo di familiari, operatori e volontari, che hanno reso concreta questa iniziativa. La partecipazione della sindaca Arianna Fiorio, insieme alle autorità, agli ospiti e alla comunità, ha reso l’evento ancora più significativo, sottolineando il valore collettivo di un gesto semplice ma profondamente simbolico. Un momento che lascia il segno, proprio come le radici di un ulivo destinato a crescere nel tempo.
