(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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OLAF e le autorità doganali internazionali smantellano il traffico illegale di sigarette elettroniche.
L’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), insieme alle autorità doganali di 30 paesi, ha condotto con successo un’operazione su larga scala contro il commercio illegale di sigarette elettroniche e prodotti del tabacco riscaldato. L’operazione doganale congiunta (JCO) VAPE ha portato al sequestro di oltre 94 milioni di pezzi e oltre 2.500 kg/l di prodotti del tabacco, sigarette elettroniche, dispositivi e merci correlate.
Questa operazione (che si è svolta dal 14 novembre al 15 dicembre 2025) segna la prima operazione doganale congiunta dell’UE e internazionale specificamente focalizzata su questa merce in rapida crescita. I suoi risultati dimostrano chiaramente sia l’efficacia che la necessità di un’azione coordinata transfrontaliera per contrastare una forma di frode sempre più complessa e in evoluzione.
Guidata dall’OLAF, con le dogane italiana e lituana come co-leader, JCO VAPE ha riunito autorità di 23 Stati membri dell’UE (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Cechia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Croazia, Irlanda, Italia, Lituania, Lussemburgo, Lettonia, Polonia, Portogallo, Spagna, Grecia, Ungheria, Malta, Romania, Slovacchia e Slovenia) e 7 paesi partner non UE (tra cui Ucraina, Turchia, Australia, Egitto, Cina (compreso Hong Kong), Norvegia e Filippine).
I sequestri effettuati durante JCO VAPE sono stati sostanziali con oltre 1,9 milioni di sigarette elettroniche, 1.551 pezzi di liquidi per sigarette elettroniche e quasi 61.000 pezzi di prodotti del tabacco riscaldato sequestrati. Il Belgio ha segnalato il maggiore sequestro di sigarette elettroniche, con 1,7 milioni di pezzi confiscati dalle sue autorità doganali.
Una minaccia crescente guidata dalla crescente domanda di sigarette elettroniche
L’operazione si è svolta sullo sfondo della crescente popolarità delle sigarette elettroniche, in particolare tra i giovani. Questo trend va di pari passo con un’impennata del commercio illegale, che pone seri rischi per la salute pubblica, mina i ricavi nazionali, danneggia l’ambiente e arricchisce le reti criminali.
I prodotti illeciti spesso aggirando le salvaguardie normative e i controlli di qualità, esponendo i consumatori a sostanze potenzialmente pericolose. Allo stesso tempo, i governi affrontano significative perdite fiscali, mentre le pratiche di produzione e smaltimento illegali contribuiscono al danno ambientale.
I truffatori hanno utilizzato un’ampia gamma di pratiche ingannevoli per evitare il rilevamento. Le spedizioni sono state dichiarate erroneamente in una vasta varietà di merci, senza una categoria predominante. Questi includevano giocattoli, asciugamani, abbigliamento, scarpe, scaffali, auricolari, bicchieri di vetro e oli essenziali, illustrando l’adattabilità e la sofisticatezza dei metodi di contrabbando. La maggior parte dei beni sequestrati non era conforme alle leggi nazionali. Le violazioni includevano aromi vietati, livelli eccessivi di nicotina e dispositivi accessori non autorizzati. Alcuni prodotti inoltre non rispettavano gli standard di sicurezza, etichettatura o composizione.
Questi risultati evidenziano i seri rischi posti ai consumatori. Gli utenti di sigarette elettroniche illegali potrebbero inavvertitamente inalare sostanze nocive o non regolamentate, con potenziali gravi conseguenze per la salute.
“I risultati di JCO VAPE confermano che il commercio illegale di tabacco e sigarette elettroniche è una minaccia seria e crescente per la salute pubblica e le finanze pubbliche”, ha affermato Petr Klement, Direttore generale dell’OLAF. “I consumatori dovrebbero rimanere vigili su ciò che fumano o inalano, poiché i prodotti illegali potrebbero contenere sostanze nocive. Questa operazione dimostra il valore aggiunto della forte cooperazione internazionale, e continueremo a lavorare con i nostri partner per affrontare queste minacce in evoluzione”.
Al di là dei sequestri, JCO VAPE ha anche migliorato la comprensione dei partecipanti di questo campo emergente della frode. L’operazione ha aiutato a scoprire come i beni illeciti vengono dichiarati, trasportati e introdotti nei mercati, nonché le tecniche utilizzate per nasconderli. I suoi risultati hanno contribuito alla mappatura di nuovi modelli di traffico, all’identificazione di rotte chiave e modus operandi, e al rafforzamento delle basi per future azioni di contrasto e analisi del rischio.
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JCO VAPE: OLAF and international customs authorities crack down on illegal trade in e-cigarettes
The European Anti-Fraud Office (OLAF), together with customs authorities from 30 countries, has successfully carried out a large-scale operation targeting the illicit trade in e-cigarettes and heated tobacco products. The Joint Customs Operation, (JCO) VAPE resulted in the seizure of over 94 million pieces and over 2,500 kg/l of tobacco products, e-cigarettes, devices, and related goods.
This operation (which ran from 14 November to 15 December 2025) marks the first EU and international Joint Customs Operation specifically focused on this rapidly growing commodity. Its results clearly demonstrate both the effectiveness and the necessity of coordinated cross-border action to tackle an increasingly complex and evolving form of fraud.
Led by OLAF, with Italian and Lithuanian customs as co-leaders, JCO VAPE brought together authorities from 23 EU Member States (Austria, Belgium, Bulgaria, Cyprus, Czechia, Denmark, Estonia, Finland, Croatia, Ireland, Italy, Lithuania, Luxembourg, Latvia, Poland, Portugal, Spain, Greece, Hungary, Malta, Romania, Slovakia and Slovenia) and 7 non-EU partner countries (including Ukraine, Turkey, Australia, Egypt, China (including Hong Kong), Norway and the Philippines).
The seizures made during JCO VAPE were substantial with over 1.9 million e-cigarettes, 1,551 pieces of liquids for e-cigarettes and almost 61,000 pieces of heated tobacco products seized. Belgium reported the largest seizure of e-cigarettes, with 1.7 million pieces confiscated by its custom authorities.
A growing threat driven by rising demand for e-cigarettes
The operation took place against the backdrop of the rapidly increasing popularity of e-cigarettes, particularly among young people. This trend comes hand in hand with a surge in illicit trade, posing serious risks to public health, undermining national revenues, harming the environment, and enriching criminal networks.
Illicit products often bypass regulatory safeguards and quality controls, exposing consumers to potentially dangerous substances. At the same time, governments face significant tax losses, while illegal production and disposal practices contribute to environmental damage.
Fraudsters used a wide range of deceptive practices to evade detection. The consignments were misdeclared under a broad variety of goods, with no predominant category. These included toys, towels, clothing, shoes, shelves, earphones, glass cups, and essential oils, illustrating the adaptability and sophistication of smuggling methods. Most of the seized goods were non-compliant with national laws. Violations included banned flavours, excessive nicotine levels, and unauthorised accessory devices. Some products also failed to meet safety, labelling, or composition standards.
These findings highlight the serious risks posed to consumers. Users of illicit e-cigarettes may unknowingly inhale harmful or unregulated substances, with potentially severe health consequences.
“The results of JCO VAPE confirm that the illicit trade in tobacco and e-cigarettes is a serious and growing threat to public health and public finances,” said Petr Klement, Director-General of OLAF. “Consumers should remain vigilant about what they smoke or inhale, as illicit products may contain harmful substances. This operation shows the added value of strong international cooperation, and we will continue working with our partners to address these evolving threats.”
Beyond the seizures, JCO VAPE also enhanced participants’ understanding of this emerging field of fraud. The operation helped uncover how illicit goods are declared, transported, and introduced into markets, as well as the techniques used to conceal them. Its findings have contributed to mapping new trafficking patterns, identifying key routes and modus operandi, and strengthening the foundation for future enforcement actions and risk analysis.
