(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma celebra i suoi 150 anni di storia con il documentario “Carta Canta – I 150 anni della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma”, presentato da Rai Documentari e in onda martedì 31 marzo alle 15.25 su Rai 3.
150 anni di storia, milioni di libri, chilometri di scaffali e un unico grande servizio: custodire e diffondere la memoria culturale dell’Italia.
La Biblioteca nazionale centrale di Roma celebra un traguardo che coincide con la storia stessa della Nazione, riaffermandosi come uno dei luoghi più affascinanti e conosciuti del patrimonio pubblico nazionale.
“Carta Canta”, scritto da Luca Martera in collaborazione con Angelina De Salvo, è dedicato al passato, presente e futuro della Biblioteca e racconta un luogo della memoria collettiva, un laboratorio di conoscenza e uno spazio aperto a tutti dove il passato dei secoli parla al presente.
Una produzione di circa 50 minuti firmata Arim Communication per conto di Rai Documentari, destinata a raccontare al grande pubblico un luogo unico che è allo stesso tempo di conservazione, consultazione e ricerca.
Due troupe sono entrate in esclusiva nell’immensa biblioteca di circa 60.000 mq, ricca di circa 9.2 milioni di volumi tra manoscritti, incunaboli, libri antichi e moderni, 2.2 milioni di fascicoli di periodici e 112 chilometri lineari di scaffalature a cui si aggiungono oltre 21.5 milioni di immagini disponibili online nella Teca Digitale, per raccontare cosa avviene in questa città della cultura, costruita nell’antico sito archeologico di Castro Pretorio.
Dall’accensione delle centrali termiche ed elettriche all’arrivo dei libri da tutt’Italia nell’ufficio postale, dall’etichettatura del libro alla prenotazione dell’utente, dalla ricerca nel magazzino del volume alla consegna nel settore distribuzione, il racconto segue una giornata di lavoro in tutte queste fasi attraverso le testimonianze del personale e di studenti, docenti e bibliofili alle prese con i loro lavori di ricerca e tesi di dottorato.
Non mancano le curiosità con focus, ad esempio, sul lavoro della tipografia sotterranea e del laboratorio di restauro dei libri antichi, fino alle visite negli spazi espositivi dedicati ai grandi scrittori italiani del ‘900 e nella sala rari e manoscritti dove sono custoditi i materiali più pregiati: oltre ai manoscritti, incunaboli, fotografie e spartiti musicali, prime edizioni con autografi di autori, carte geografiche, stampe e disegni, pubblicazioni antiche in lingua straniera.
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