Di Luca Franceschi
///
Giustizia, Costa: “Separazione delle carriere necessaria per garantire un giudice davvero terzo”
“Stiamo girando l’Italia e credo sia importante poter parlare di giustizia anche a chi non è un addetto ai lavori. Per anni il confronto su questi temi è rimasto confinato tra avvocati, magistrati e professori di diritto, mentre i cittadini sono rimasti distanti, anche perché la giustizia negli anni ha perso credibilità”.
Lo ha detto Enrico Costa, deputato di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera, intervenendo alla conferenza stampa
“Una Freccia per il Si’, alla stazione Tiburtina di Roma.
“Durante questa campagna referendaria ho ascoltato affermazioni che mi hanno colpito. In particolare quella del procuratore Nicola Gratteri, che ha diviso i cittadini tra persone perbene e indagati o imputati, come se l’essere indagati facesse automaticamente perdere la qualifica di persona perbene.I numeri raccontano altro: ogni anno circa 400 mila persone vengono indagate e poi archiviate e, nel biennio 2024-2025, oltre 226 mila sono state assolte in primo grado. Essere indagati o imputati non significa essere colpevoli”, ha aggiunto.
“Il punto centrale riguarda la fase delle indagini preliminari. Nei manuali di diritto il cuore del processo penale è il dibattimento davanti al giudice, con il confronto tra accusa e difesa. Oggi però, anche per effetto della comunicazione mediatica delle indagini, il giudizio pubblico spesso si forma prima del processo. In questa fase – ha spiegato Costa – la difesa è sostanzialmente assente e il giudice delle indagini preliminari, che dovrebbe essere una garanzia fondamentale, viene schiacciato dallo strapotere del Pm. I dati mostrano che quasi tutte le richieste del pubblico ministero vengono accolte: circa il 94% per le intercettazioni e il 99% per le proroghe”.
“Per questo la separazione delle carriere è una riforma necessaria: serve a rafforzare la figura del giudice e a garantirne l’autonomia, affinché sia davvero libero, forte e imparziale”, ha concluso.
