Di Luca Franceschi
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L’occupazione della facoltà di Giurisprudenza in via Belmeloro, a Bologna, ha impedito lo svolgimento di un convegno organizzato da Azione Universitaria a sostegno del Sì al referendum. Un episodio che rappresenta, secondo i critici, un attacco diretto ai principi democratici e alla libertà di espressione all’interno dell’ateneo.
L’evento in questione era stato regolarmente autorizzato dall’Università, ma l’occupazione ha reso impossibile il suo svolgimento. Si tratta, a giudizio di chi commenta l’accaduto, dell’ennesimo tentativo di bloccare il dibattito pubblico e impedire che vengano ascoltate opinioni diverse da quelle dominanti negli ambienti accademici.
Il gesto rappresenterebbe un’evidente violazione della libertà di parola e del diritto al confronto democratico. Chi critica l’accaduto sostiene che gli spazi universitari non dovrebbero diventare luogo in cui alcuni decidono arbitrariamente chi può esprimersi e chi deve restare in silenzio.
Gli studenti di Azione Universitaria, promotori del convegno, hanno ricevuto piena solidarietà da parte di chi condanna l’occupazione. L’episodio riaccende il dibattito sulla funzione dell’università come spazio di dialogo pluralistico, dove dovrebbero coesistere diverse prospettive e visioni del mondo senza censure.
