UIL TRENTINO – ALOTTI * “BASTA RISORSE PUBBLICHE NEL POZZO DI SAN PATRIZIO DEL TURISMO TRENTINO: NON PIÙ RINVIABILE UNA RIMODULAZIONE DEL CARICO FISCALE, A QUANDO LA TASSA DI SCOPO?”

La uil: Basta risorse pubbliche nel pozzo di San Patrizio del turismo trentino – non più rinviabile una rimodulazione del carico fiscale sul settore del turismo! A quando la tassa di scopo?

Abbiamo assistito all’ennesimo stanziamento, questa volta di 27,5 milioni di euro per il 2018, circa il 20% del totale degli investimenti della Provincia Autonoma,  a favore del “Piano triennale per lo sviluppo del settore e del marketing del turismo trentino.

E l’ineffabile ed ilare Assessore Dallapiccola ci ricorda che questi quattrini vanno a sommarsi ai 23 milioni di euro affidati alle Apt, per un totale di 50 milioni di euro, solo per il 2018!

La Uil ricorda all’Assessore che non più tardi dell’estate scorsa la Provincia Autonoma ha messo a disposizione del settore funiviario altre decine di milioni di euro pubblici che i privati non hanno potuto o voluto mettere a disposizione per mantenere in Trentino la proprietà delle Funivie Folgarida Marileva.

E, tanto per definire la partita contabile del “Dare”, che per decenni sono stati a carico della finanza pubblica locale le spese di costruzione, di funzionamento e dei debiti di tante stazioni sciistiche in passivo, le più piccole, ma anche più rilevanti, vedi Folgaria, Bondone, Primiero o Polsa, tanto per citarne alcune.

Ancora, che sono previste costruzioni di altre piste sciistiche ed impianti in Rendena oltre al Piano, varato nell’estate scorsa, di realizzazione di decine di bacini di raccolta acqua in tutto il Trentino.

Sempre a finanziamento pubblico, con le motivazioni più astruse possibili, dalla mobilità periferica alla creazione di riserve idriche a scopo antincendio o per usi legati alla pastorizia o all’agricoltura di montagna.

Se aggiungiamo il sostanziale  incremento delle agevolazioni fiscali (Irap, Imis, ecc.) della finanziaria di quest’anno per le tante aziende turistiche e commerciali, che  comporta una sensibile riduzione del gettito fiscale provinciale,  abbiamo davanti l’istantanea di una Giunta piegata e prona alla lobby del turismo trentino, lobby che poi riesce anche a “far fuori” i pochi veri imprenditori, come Dellantonio, che propongono di sperimentare modelli turistici diversi, originali, che forse permetterebbero una maggior tutela anche del patrimonio naturalistico provinciale e una offerta diversa da quella delle province limitrofe, anch’esse appiattite sullo stesso modello di “turismo intensivo e speculativo” dal costo sempre maggiore, in termini ambientali, finanziari e sociali.

Ricordiamo inoltre che i proventi della tanto contestata “tassa di soggiorno” pagata dagli ospiti del Trentino vanno per la maggior parte sempre a finanziarie il mondo del turismo, non costituiscono affatto una partita fiscale attiva per il territorio e per l’erario provinciale.

La Uil quindi torna a riaffermare l’esigenza dell’imposizione di un’adeguata tassa di scopo sul settore del turismo, azione di equità fiscale e politica non più rinviabile, la cui previsione è più che  giustificabile, doverosa.

In una recente presentazione di un libro dedicato alla “Galassia Bianca” gli impiantisti ed i rappresentanti degli albergatori ed operatori turistici hanno ricordato la piccola parte di suolo boschivo occupato dagli impianti sciistici, e l’altrettanto ridotto utilizzo della risorsa acqua per l’innevamento, nonché il contributo del settore alla salvaguardia ambientale ed all’occupazione, tema che sta caro anche al Sindacato, figurarsi.

E’ emerso che più del 50% della ricchezza prodotta dal turismo si riversa sulle imprese che lavorano indirettamente nel comparto, sia per la ricezione turistica, che la ristorazione, nonché il commercio e l’artigianato che si effettua in queste zone turistiche.

Forse è il tempo che in questo settore chi ha per tanto tempo ricevuto, e tutt’oggi riceve, tanti benefici grazie al sacrificio dei contribuenti trentini, cominci finalmente a contribuire anch’egli al costo collettivo della promozione e agli investimenti necessari a mantenere concorrenziale e possibilmente vincente l’industria turistica trentina.

Ed il boom di presenze (incrementi a due cifre percentuali) registrato nelle ultime stagioni invernali ed estive permetterebbe, per la Uil, di far sì che l’onere stesso di chi dovrà pagare questa tassa, sia il meno impattante sugli altri investimenti, pochi ci pare a dir il vero, che le imprese turistiche, autonomamente, comunque devono prevedere per l’attività futura.

Certo questa richiesta, nell’imminenza delle elezioni politiche nazionali ed alla fine della legislatura provinciale, risulterà praticamente “irricevibile” dalla politica trentina.

In Uil crediamo invece che coglierla potrebbe essere una prova di responsabilità e serietà di una classe politica più pragmatica ed effettivamente rispettosa sia dei cittadini contribuenti onesti che si fanno carico ingiustamente di oneri pubblici (che realizzano in realtà interessi privati), che dell’eccezionale patrimonio ambientale di cui tutti  saremmo  anche custodi.

 

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Walter Alotti

Segretario Generale Uil del Trentino