DELLAI * MANOVRA: “IL CENTRO NON È UNA LISTA CIVETTA, RIDARE SENSO VERO E NON FITTIZIO ALLA PAROLA ‘COALIZIONE’”

“Il nostro voto convintamente positivo a quest’ultima manovra, con molte luci e altrettante ombre, vuole essere tutto politico. Il bilancio finale di questa legislatura, durante la quale abbiamo sostenuto – con coerenza ma anche con autonomia e libertà – i Governi Letta, Renzi e Gentiloni, contiene anche fallimenti, passi falsi e forzature che non abbiamo condiviso, sia nel merito che nel metodo.

Ma non si può dare un giudizio senza la memoria del punto di partenza e delle contraddizioni politiche oggettive nelle quali si è operato.

Senza tenere conto di quel drammatico 2011, che solo il lavoro del Governo Monti e delle forze politiche che lo hanno sostenuto fino in fondo – qualcuno si è invece sfilato lungo la salita – ha saputo superare.

I Governi di questa Legislatura non avrebbero potuto accompagnare il Paese verso il sentiero della ripresa e recuperare – ancora in modo non definitivo, peraltro – credibilità e affidabilità in sede europea, senza quel passaggio doloroso ma essenziale”.

Lo ha detto l’on. Lorenzo Dellai, Presidente del gruppo ‘Democrazia Solidale-Centro Democratico’, a proposito dell’approvazione della Manovra alla Camera.

“Di fronte al Festival delle promesse facili, che può solo portare il Paese a deragliare nuovamente, apprezziamo sempre più il costante richiamo alla responsabilità da parte del Capo dello Stato e l’atteggiamento di serietà istituzionale e di realismo del Presidente Gentiloni.

Il Paese ha urgente bisogno di moderazione, senso di misura, sobrietà, mediazione: la cifra distintiva di una cultura istituzionale e di una visione della politica.

Si dice che il Paese ha bisogno di ritrovare un suo centro politico.

Non sarà una lista civetta a poter alzare questa bandiera e in ogni caso ciò non ci interessa.

Ci interessa invece provare a dare il nostro contributo ad un progetto politico, civico e popolare, di lungo periodo, capace di riproporre in termini nuovi questa cultura e di ridare senso vero e non fittizio alla parola ‘coalizione’”.