(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’11 aprile del 1961, a Gerusalemme, inizia il processo al criminale nazista Adolf Eichmann che si conclude con la sua condanna a morte per impiccagione.
È il primo processo che si svolge in Israele, alla presenza di testimoni, i sopravvissuti alla Shoah, e che facilita l’apertura in Europa di altri processi contro criminali nazisti.
Paolo Mieli ne parla con la professoressa Anna Foa a “Passato e Presente” in onda sabato 30 maggio alle 20.30 su Rai Storia in occasione dell’anniversario dell’esecuzione.
Adolf Eichmann, il principale organizzatore dei treni che trasportarono gli ebrei nei campi di concentramento nazisti, al termine della guerra si rifugia sotto falso nome in Argentina, così come altri ufficiali delle SS.
Qualche anno dopo, nel 1959, gli agenti del Mossad, all’oscuro del governo di Buenos Aires, lo catturano e lo portano in Israele.
Durante l’intero processo la sua difesa resterà sempre la stessa: si dichiara ”non colpevole” e dice di ”avere solo eseguito degli ordini” ai quali non poteva sottrarsi.
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