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RAI 3 E RAIPLAY * “FILOROSSO”: «VELTRONI: “IL PD HA PERSO SEI MILIONI DI VOTI, LA SINISTRA DEVE AGGREGARE E SOGNARE”» (VEDI-SEGUI DIRETTA VIDEO – LINK / RIVEDI STREAMING)

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22.55 - lunedì 29 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Io penso che le scissioni siano sbagliate. Il Partito Democratico dopo la fondazione ha conosciuto varie scissioni, nessuna delle quali ha prodotto dei risultati clamorosi. Però penso che sia sbagliato sottovalutare chi esce. Il PD è nato per tenere insieme una pluralità di culture. Se l’ambizione è quella di conquistare il consenso questa capacità non deve venire meno”.

Lo ha affermato l’ex segretario del Partito Democratico, ex sindaco di Roma ed ex ministro della Cultura Walter Veltroni, nel corso della terza puntata di “Filorosso”, il programma condotto da Antonino Monteleone con Adele Grossi, in onda su Rai 3 e RaiPlay.

Veltroni è intervenuto a tutto campo sui principali temi di attualità politica.

“Le Repubbliche cambiano quando cambiano le Costituzioni. Noi invece abbiamo cambiato la legge elettorale tantissime volte. Per quello dovremmo essere alla Repubblica 112. La verità è che non abbiamo ancora trovato un equilibrio perché i due schieramenti non riescono a dialogare”, ha detto.

Nel suo intervento Veltroni ha attribuito la crisi del sistema politico italiano alla mancanza di un dialogo tra gli schieramenti, ricordando che “l’errore che hanno fatto tutti e due, centrodestra e centrosinistra, è stato quello di non riuscire a costruire regole condivise e un equilibrio istituzionale stabile.

L’ex segretario del PD ha poi richiamato il tema della partecipazione democratica: “La quantità di astensionismo è cresciuta ed è cresciuta ovunque. La gente non è motivata a partecipare alle elezioni”.

Per questo, ha osservato, “i due schieramenti devono anche alimentare un sogno”.

Il dato più preoccupante, secondo Veltroni, è il drastico calo del consenso elettorale: “Il PD quando è nato aveva 12 milioni di voti. Adesso se ne calcolano 6. La prima cosa che bisogna fare è parlare con quei sei milioni di italiani”.

Sul tema delle riforme istituzionali ha ricordato l’elezione di Carlo Azeglio Ciampi al Quirinale come esempio di convergenza tra forze politiche contrapposte: “Ne discutemmo con Fini e Casini, e loro ne parlarono con Berlusconi. E lo eleggemmo alla prima votazione, con il massimo del consenso possibile”.

Un episodio che, a suo giudizio, dimostra come sia possibile condividere le scelte fondamentali dello Stato.

“Il paradosso dell’Italia è che destra e sinistra hanno fatto governi insieme. Si governa insieme, cosa che è un’anomalia, e non si riesce a fare ciò che dovrebbe essere la regola: scrivere insieme le regole”.

Veltroni ha quindi ricordato la nascita del Partito Democratico, “unico partito nato per fusione e non per scissione”, ribadendo il valore delle primarie e della vocazione maggioritaria.

“Nel 2008 credo che si dovesse uscire da quell’antiberlusconismo. Su quella base il PD prese il 33%”.

Per l’ex segretario democratico “non bisogna dire male di chi c’è” e la sinistra non deve pensare che esistano “colonne d’Ercole del consenso oltre le quali non si può andare”, perché “la storia della sinistra ha dimostrato che si può andare oltre”.

Guardando al futuro, Veltroni si è detto fiducioso: “Il ciclo politico, spero a partire da novembre, con le elezioni negli Stati Uniti, cambierà. Il PD in Italia ha una sua forza e spero riesca ad aggregare”.

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