(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Nella città afgana di Herat è stata appena inaugurata una mostra di tre giorni dedicata alle opere d’arte in miniatura create da 53 artiste donne nello stile di Kamal ud-Din Behzad.
L’iniziativa arriva quasi due mesi dopo che l’UNESCO ha registrato questo stile artistico a nome dell’Afghanistan come parte del patrimonio culturale mondiale.
Al di là di questo evento però la situazione nel Paese per donne, ragazze e bambine, non sembra migliorare. Questo il tema di “Radio3 Mondo” in onda domani, venerdì 6 febbraio, alle 11 su Rai Radio 3.
Laura Silvia Battaglia ne parlerà con Antonella Mariani, caporedattrice di “Avvenire”, coordinatrice di una campagna di informazione sulle donne afghane che ha dato voce a 40 attiviste.
Intanto lo scorso 24 gennaio, in occasione della Giornata internazionale dell’istruzione, le agenzie delle Nazioni Unite hanno lanciato l’allarme e riacceso le luci sull’Afghanistan.
Poco più di quattro anni fa, il governo talebano ha vietato a tutte le ragazze l’istruzione secondaria. Da allora, il divieto è stato esteso anche all’istruzione superiore.
In una situazione che è stata condannata come “apartheid di genere”, le Nazioni Unite ci informano che a ben 2,2 milioni di ragazze è stata negata la possibilità di andare a scuola.
Questa situazione mette a nudo anche gli errori e i calcoli errati commessi dai governi stranieri che, nonostante il regime abbia intensificato la repressione sulle donne, hanno recentemente cercato di ricostruire le relazioni diplomatiche con il regime talebano.
I paesi europei poi hanno intensificato il loro impegno con i talebani, nell’ambito di una campagna per l’espulsione dei richiedenti asilo afghani respinti, conferendo ulteriore credibilità al regime.
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