(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il lockdown resosi necessario per contenere la diffusione del Covid 19 è stato anche un colossale esperimento ambientale, che ha determinato profonde conseguenze nell’assetto del popolamento di animali e di piante delle aree urbane.
L’ultimo episodio dell’ottava stagione di “Wild Italy”, in onda venerdì 5 dicembre alle 14.00 su Rai 5, scopre gli effetti a livello ambientale del lockdown e di come questo evento ha modificato i rapporti tra uomo e natura.
Grazie anche all’espansione delle popolazioni di grandi animali favorita dalla diminuzione della pressione venatoria e dalla crescita delle aree protette, il rapporto fra uomini e vita selvatica si è fatto sempre più stretto, e a volte conflittuale, e la città ne è stata teatro.
Urban Nature è la Natura del Terzo millennio che si sviluppa nelle aree urbane, che accolgono ormai una parte crescente della popolazione mondiale, rispetto alle aree rurali.
Sarebbe un errore madornale pensare alle città come ambiti scollegati dai ritmi naturali e dalle leggi dell’Evoluzione, ma è necessario rivalutare la componente selvatica e spontanea, vegetale e animale, per mettere alla prova un esperimento di convivenza non solo possibile e auspicabile, ma necessario.
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