(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il mistero della vita dopo la morte e la speranza di chi cerca un contatto con i propri cari scomparsi: aspetti che il documentario di Niccolò Lorini e Pantaleone A. Megna “Il dono – Storia della medium Sonia Benassi” – in onda martedì 3 marzo alle 21.20 su Rai 5 – esplora attraverso la storia di Sonia Benassi, una medium che comunica con l’aldilà.
Il documentario nasce da un incontro professionale che prende una direzione inattesa: circa tre anni fa Pantalone, uno dei registi, ascolta per la prima volta un brano del compositore Boris Mayer, marito di Sonia, e ne rimane così colpito da volerlo incontrare per un proprio lavoro.
A quella visita a Parma lo accompagna la moglie, Doriana.
Nel corso di una seduta privata, alla quale Doriana partecipa senza rivelare nulla della morte della madre biologica, Sonia inizia a scrivere e le restituisce un messaggio attribuito a una donna che si presenta come Rita, “tua mamma”, riportando dettagli personali che lei non aveva comunicato.
Lo sconcerto di Doriana e il turbamento, inatteso, di chi fino ad allora si era dichiarato scettico diventano il punto di partenza di un’indagine: i registi tornano da Sonia, raccolgono la sua storia e le testimonianze di genitori che, dopo averla incontrata, raccontano un modo nuovo di attraversare il lutto.
La medianità è presente, ma non è il centro del film, il cui filo conduttore è la presenza di Daniele Bossari: ciò che emerge è il cambiamento nel modo di guardare all’assenza.
Accanto alla storia di Sonia, infatti, intervengono anche una scienziata, un sacerdote e un giornalista.
Tre sguardi differenti, talvolta distanti, che aiutano a mantenere il racconto aperto, equilibrato, lontano da conclusioni precostituite.
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