(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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«Il mio produttore, Galliano Juso, sognava di fare un film su Tanio Boccia dai primi anni ’90 e scoprendo il personaggio di Boccia ho capito perché Galliano aveva sognato di portare in scena questo racconto.
Perché lui ci si rispecchiava completamente.
Galliano è stato un produttore di B-movie che ha avuto momenti in cui è stato in grado di intercettare il gusto popolare in maniera incredibile, con dei successi come i film di Tomas Milian sul Monnezza, come “Vai avanti tu che mi viene da ridere”, o “I Carabinieri”, cioè ha fatto degli incassi che hanno portato proprio tanto nell’indotto del cinema».
Così la regista Karen Di Porto racconta la genesi de “Il grande Boccia”, biopic sui generis che conduce nel mondo del cinema popolare italiano degli anni Sessanta e Settanta.
Karen Di Porto e l’attore Ricky Memphis sono al centro della nuova puntata del magazine di Rai Cultura, in onda martedì 9 giugno alle 23.00 su Rai 4 (canale 21 del digitale terrestre).
Una figura leggendaria e controversa del cinema italiano torna protagonista sul grande schermo.
Presentato all’ultima Festa del Cinema di Roma e ora in sala, “Il grande Boccia” ripercorre la vita e la carriera di Tanio Boccia, prolifico regista capace di attraversare oltre trent’anni di cinema popolare italiano passando con disinvoltura dal peplum allo spionaggio, dal western al poliziesco.
Autore di decine di film, realizzati con mezzi ridottissimi ma con inesauribile intraprendenza, Boccia ha incarnato un modo di fare cinema artigianale e avventuroso che oggi appare quasi irripetibile.
A raccontarne la parabola è il film prodotto da Galliano Juso e diretto da Karen Di Porto, che restituisce il ritratto di un personaggio unico, sospeso tra mito, cialtroneria e passione cinefila.
“Wonderland” ha incontrato la regista Karen Di Porto e Ricky Memphis, protagonista del film, per riscoprire la storia di un autore fuori dagli schemi che, tra produzioni impossibili e set improvvisati, ha lasciato un segno indelebile nell’immaginario del cinema di genere italiano.
Si conclude il viaggio di “Wonderland” dedicato all’intelligenza artificiale con uno sguardo a una delle tecnologie più promettenti e discusse del futuro: il computer quantistico.
Per cominciare, però, “Wonderland” questa settimana dedica la copertina CULT all’Atlante storico della mala milanese 1963-1993.
La Milano del boom economico fu anche la capitale italiana del crimine: una città attraversata da rapine spettacolari, guerre tra bande e nuovi gangster che trasformarono il volto della malavita.
“Wonderland” è anche online su RaiPlay.it.
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