(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Dagli agenti digitali capaci di simulare e monitorare emozioni umane alla ristorazione che Travis Kalanick, fondatore di Uber, vuole “uberizzare”.
Finanza, turismo, impresa e creatività nell’epoca delle intelligenze artificiali che non si limitano più a rispondere, ma agiscono.
“Codice”, il programma di Rai 1 condotto da Barbara Carfagna – in onda da venerdì 17 luglio alle 00.20 – torna con la sua decima edizione e apre il nuovo ciclo con una puntata dedicata all’Agentic AI, la nuova frontiera dell’intelligenza artificiale: sistemi capaci non soltanto di elaborare informazioni e generare contenuti, ma di prendere iniziative, definire strategie, coordinarsi con altri agenti e portare a termine autonomamente compiti complessi.
Il viaggio comincia nell’enorme cambiamento portato dall’Agentic AI nel mondo dei videogiochi, dove personaggi digitali addestrati in modo da simulare e riconoscere emozioni umane reagiscono e modificano il proprio comportamento, trasformando il gioco in un ambiente popolato da presenze artificiali sempre più autonome.
Al centro della puntata, un’intervista esclusiva a Travis Kalanick, fondatore di Uber, oggi impegnato a trasferire il modello che ha rivoluzionato la mobilità in nuovi settori.
Dalle dark kitchen alla gestione digitale della ristorazione, fino ad Atoms, il progetto che applica automazione, infrastrutture energetiche e capacità di calcolo al mining e al mondo fisico: dopo aver “uberizzato” i trasporti, Kalanick prova ora a ridefinire il rapporto tra software, produzione e infrastrutture.
“Codice” mette poi alla prova un proprio agente di intelligenza artificiale, istruito attraverso le puntate del programma realizzate nel 2017.
A quell’archivio digitale viene posta una domanda: che cosa è cambiato in meno di dieci anni?
Il confronto tra le previsioni di allora e il presente mostra la velocità con cui l’intelligenza artificiale è passata dall’analisi all’azione, dagli algoritmi che suggerivano scelte agli agenti che oggi possono compierle al posto nostro.
Vedremo inoltre come l’Agentic AI produce intere scene di film a partire da un solo comando vocale nella Cinecittà indiana di Bollywood.
Matteo Flora racconta come, durante un periodo di convalescenza, il suo team di agenti artificiali lo abbiano sostituito in gran parte del lavoro in modo impercettibile dall’esterno.
Un approfondimento è dedicato agli agenti pubblicitari che hanno avviato agenzie di soli Agenti AI, capaci di adattare in tempo reale campagne, linguaggi e messaggi agli obiettivi delle aziende, con messaggi trasferiti da macchine a gemelli digitali dei destinatari del messaggio e ai sistemi multi-agente, nei quali diverse intelligenze artificiali collaborano, si distribuiscono i compiti e verificano reciprocamente il proprio lavoro.
La puntata entra poi nelle imprese per mostrare come gli agenti vengano già utilizzati nei processi aziendali: dalla gestione dei dati all’assistenza ai clienti, dalla produzione di documenti al coordinamento delle attività, esplorando gli effetti dell’automazione intelligente sul lavoro, sull’organizzazione e sul potere decisionale.
Uno spazio è dedicato alla finanza e alle banche, dove gli agenti possono analizzare mercati, costruire strategie di investimento, dialogare con i clienti ed eseguire operazioni.
Ma quando l’AI diventa un agente trader, chi controlla le decisioni, i rischi e le responsabilità?
Con Fabio Pammolli si affronta il ruolo di AI4I, l’Istituto italiano per l’Intelligenza Artificiale, nella ricerca e nello sviluppo di applicazioni strategiche per il sistema produttivo nazionale.
L’Agentic AI sta cambiando anche il turismo.
Gli assistenti digitali non si limitano più a proporre una destinazione, ma possono organizzare l’intero viaggio: confrontare voli e alberghi, costruire itinerari, effettuare prenotazioni e modificare il programma in base agli imprevisti.
Firenze diventa il punto di osservazione per raccontare l’arrivo del “turismo agentico” e il nuovo rapporto tra viaggiatori, città e piattaforme.
Infine, con l’artista e ricercatrice Oriana Persico, “Codice” entra nella datapoiesi: opere e sistemi nei quali i dati diventano materia viva e gli agenti artificiali partecipano alla costruzione di nuove forme di percezione, conoscenza e relazione con l’ambiente.
Tra videogiochi emotivi, agenti pubblicitari, trader artificiali, assistenti turistici, imprese automatizzate e nuove forme di creatività, la prima puntata della decima edizione di “Codice” racconta il momento in cui l’intelligenza artificiale smette di essere soltanto uno strumento.
E comincia ad agire.
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