(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’intelligenza artificiale ha già fatto tre salti: prima i modelli predittivi che stimavano il futuro, poi i sistemi generativi come ChatGpt che scrivono, creano musica, foto e video, ora la fase agentica, in cui i software prendono iniziative al posto dell’uomo.
Per esempio, nella medicina, questo significa algoritmi che leggono gli elettrocardiogrammi meglio di un occhio umano, fiutano in anticipo il rischio di infarto, cuciono diagnosi e terapie su ogni paziente.
Ma più sale la potenza, più si oscura il percorso: spesso non si sa come l’intelligenza artificiale arrivi a una decisione.
Specie se ci si accorge che è sbagliata: è il paradosso della black box, la scatola nera che neppure gli stessi programmatori riescono a comprendere.
È il tema al centro del nuovo appuntamento con “Pillole di Eta Beta”, il primo corso radiofonico sull’intelligenza artificiale per principianti e non solo, condotto da Massimo Cerofolini con la regia di Mimmi Micocci e la partecipazione di Beta, l’intelligenza artificiale parlante, in onda oggi martedì 25 novembre alle 11.45 su Radio 1 e poi in podcast su Rai PlaySound.
Ospite Alfio Quarteroni, professore di Matematica al Politecnico di Milano e autore del libro “L’intelligenza creata”.
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