(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Si è svolta oggi, a Venezia, a Palazzo Grandi Stazioni, la seconda convocazione del Tavolo regionale per la Sburocratizzazione, istituito con delibera di Giunta.
“Sburocratizzare significa restituire alle imprese e ai cittadini il tempo e le energie che meritano per crescere. È un indirizzo del Presidente Stefani e un metodo di lavoro che in questi sei mesi ha già prodotto risultati concreti”, dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Ricerca e Innovazione e Attrazione Investimenti, Massimo Bitonci.
Un percorso partecipato: la sede del confronto ha già coinvolto complessivamente 65 tra associazioni ed enti, che ha portato alla raccolta di 251 proposte operative.
“Non ci siamo limitati ad ascoltare – prosegue Bitonci – molte istanze sono già diventate atti concreti di Giunta”.
Tra i risultati raggiunti nei primi sei mesi: il disegno di legge sulla disciplina del commercio, approvato dalla Giunta e all’esame del Consiglio, che semplifica il quadro normativo e rafforza SUAP e SCIA; il nuovo Sistema Informatico degli Sportelli Unici (SSU): il Veneto è la prima Regione in Italia ad aver completato il popolamento del Catalogo; il Protocollo di Intesa con Terna per la semplificazione degli iter autorizzativi sulle infrastrutture elettriche; il disegno di legge sulle Aree idonee per impianti a fonti rinnovabili e il PIZAT, il Piano delle Zone di Accelerazione Terrestri, che elimina duplicazioni procedurali per gli impianti da fonti rinnovabili; l’attivazione della Piattaforma SUER; il Regolamento sulla VAS, che elimina le valutazioni ripetitive su strumenti urbanistici già valutati positivamente.
“Un ringraziamento va alla struttura tecnica regionale – sottolinea l’assessore – che ha permesso di tradurre in tempi rapidi le istanze. Il Veneto vuole essere un modello nazionale di semplificazione – conclude Bitonci –. La sburocratizzazione è una politica strutturale, non un intervento episodico, continueremo su questa strada”.
