Di Luca Franceschi
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L’Altare della Patria non può trasformarsi in una location per eventi privati e banchetti. A sostenerlo è Cristina Almici, deputato di Fratelli d’Italia, che interviene sulla questione sollevata dalle recenti immagini relative all’organizzazione di cene e ricevimenti sulla Terrazza Italia del Vittoriano. Secondo Almici, il monumento rappresenta il sacrario civile della Nazione, il luogo dove riposa il Milite Ignoto e dove si custodisce la memoria del sacrificio di tutti gli italiani caduti per la Patria.
Le immagini diffuse nei giorni scorsi hanno generato comprensibile indignazione tra i cittadini e nelle associazioni combattentistiche e d’arma. Anche Pasquale Trabucco, Presidente del Comitato Nazionale per il 4 Novembre e Vicepresidente Nazionale dell’Associazione Nazionale del Fante, ha espresso pubblicamente la propria contrarietà attraverso un video-appello realizzato ai piedi dell’Altare della Patria, ritenendo questo utilizzo degli spazi incompatibile con il valore simbolico del monumento.
Almici riconosce l’esigenza di valorizzare il patrimonio culturale e monumentale italiano, ma sostiene che alcuni luoghi, per il loro significato storico, istituzionale e identitario, debbano essere sottratti a qualsiasi utilizzo che possa apparire irrispettoso della loro funzione. L’Altare della Patria rimane il luogo dove la Repubblica rende omaggio ai propri Caduti, dove il Presidente della Repubblica e le più alte cariche dello Stato celebrano le ricorrenze nazionali e dove le Forze Armate assicurano ininterrottamente il picchetto d’onore al Milite Ignoto.
Per questi motivi, il deputato condivide la richiesta di avviare una riflessione consapevole sulle modalità di concessione e di utilizzo degli spazi del Vittoriano, garantendo sempre la piena coerenza con la dignità e la sacralità del monumento. La memoria dei Caduti non può essere asservita a logiche commerciali. Esistono luoghi che appartengono alla storia, all’identità e alla coscienza della Nazione e che devono continuare a essere custoditi con il rispetto che meritano.
