(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Il Veneto si conferma ancora una volta la prima regione d’Italia per numero di Comuni Rifiuti Free. Un risultato che ci rende orgogliosi e che dimostra come la tutela dell’ambiente passi attraverso il lavoro quotidiano delle amministrazioni locali, dei gestori del servizio e, soprattutto, dei cittadini, che con i loro comportamenti virtuosi fanno la differenza”.
Lo dichiara l’assessore regionale all’Ambiente della Regione del Veneto, Elisa Venturini, commentando i dati della 33ª edizione di Comuni Ricicloni di Legambiente, che vedono il Veneto al primo posto in Italia con 165 Comuni Rifiuti Free, davanti a Lombardia e Campania.
“Essere la regione con il maggior numero di Comuni capaci di contenere il rifiuto indifferenziato sotto i 75 chilogrammi per abitante all’anno significa aver costruito negli anni un modello di gestione dei rifiuti efficiente, basato sulla raccolta differenziata di qualità, sull’economia circolare e sulla responsabilizzazione dei cittadini. È un patrimonio che dobbiamo continuare a valorizzare e migliorare”.
L’assessore sottolinea anche il riconoscimento ottenuto da Belluno e Treviso, inseriti tra i cinque capoluoghi italiani che possono fregiarsi del titolo di Rifiuti Free.
“La presenza di due capoluoghi veneti ai vertici della classifica nazionale conferma che nel nostro territorio esistono esperienze amministrative di eccellenza, capaci di coniugare sostenibilità ambientale ed efficienza dei servizi. A Belluno e Treviso, così come a tutti i Comuni premiati, va il ringraziamento della Regione per il lavoro svolto”.
“Questi risultati – conclude Venturini – ci incoraggiano a proseguire lungo la strada dell’innovazione ambientale. La sfida oggi non è soltanto raccogliere bene i rifiuti, ma produrne sempre meno, aumentarne il recupero come materia e sostenere concretamente le filiere del riciclo. È proprio su questo fronte che la Regione del Veneto è impegnata, anche attraverso il confronto con tutti gli operatori del settore per affrontare le criticità del mercato delle materie prime seconde e garantire un futuro sempre più sostenibile all’economia circolare”.
