Di Luca Franceschi
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Il vicepresidente del Movimento 5 Stelle Stefano Patuanelli ha lanciato una dura critica alla Premier Giorgia Meloni attraverso i propri canali social, utilizzando un ragionamento paradossale per mettere in luce quelle che considera le responsabilità politiche del Governo.
“Ragioniamo per paradosso. Perché quasi verrebbe da dire: Santanchè resti al suo posto. Non perché vada difesa – abbiamo già presentato la terza mozione di censura e sono due anni che diciamo il contrario – ma perché il punto oggi non è lei”, ha esordito Patuanelli.
L’esponente pentastellato ha spostato il focus della questione direttamente sulla figura della Presidente del Consiglio: “Il punto è Giorgia Meloni. Perché è Meloni che ha personalizzato tutto, che ha alzato i toni, che ha trasformato ogni passaggio politico in uno scontro identitario”.
Patuanelli ha ricordato le posizioni assunte dalla Premier durante la campagna elettorale: “È Meloni che, in campagna elettorale, ha scelto di attaccare la magistratura con parole gravissime. È Meloni che oggi, dopo una sconfitta politica evidente, prova a cambiare schema”.
Il vicepresidente M5S ha quindi respinto quella che considera una strategia di scaricabarile: “E allora no, non funziona così. Non si può pensare di scaricare tutto su qualcun altro per ripulirsi l’immagine. Non si può prendere ‘i più deboli’ e usarli come capro espiatorio per dimostrare forza. Se c’è qualcuno che deve rispondere oggi, è lei”.
Patuanelli ha chiarito il senso del suo ragionamento paradossale: “Per questo il paradosso serve a chiarire: non è il momento di fare finta che basti una testa per chiudere la partita. Non è Santanchè il problema politico di oggi, Santanchè è un problema politico da sempre. Il problema è la Presidente del Consiglio e tutto il Governo”.
L’esponente pentastellato ha quindi rivolto un appello diretto alla Premier: “Venga in Parlamento. Si assuma la responsabilità politica di quello che è successo. Spieghi al Paese”.
Nelle sue conclusioni, Patuanelli ha tracciato un parallelo tra le due figure politiche: “Perché il punto vero – ed è quello che gli italiani devono capire – è che Meloni e Santanchè sono due facce della stessa medaglia: un modo di intendere la cosa pubblica in cui la coerenza conta meno del consenso e la gestione del potere viene prima di tutto”.
Il vicepresidente M5S ha chiuso il suo intervento con un giudizio severo: “Due persone che non hanno alcuna bussola etica, alcun rispetto per le Istituzioni e per la Costituzione. Uno spettacolo osceno”.
