(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Coniugare la crescita professionale dei cittadini con la tutela dell’inestimabile identità culturale dell’isola: è questo l’obiettivo strategico della nuova misura dell’Assessorato del lavoro.
In quest’ottica si inserisce un’iniziativa sperimentale di ampio respiro che unisce le politiche attive per l’occupazione alla salvaguardia della nostra storia e del nostro paesaggio.
Con questo progetto vogliamo dare una risposta concreta e di prospettiva a tanti giovani diplomati e laureati che hanno scelto di investire la propria vita e i propri studi nella cultura e nella bellezza della nostra terra.
Penso, ad esempio, a chi sogna di fare la guida archeologica, a chi ha studiato per valorizzare la nostra storia e troppo spesso si scontra con la mancanza di opportunità immediate.
La Sardegna offre un patrimonio immenso che tutto il mondo ci invidia, ma questo patrimonio ha bisogno di gambe, competenze ed entusiasmo per essere raccontato e protetto.
Non stiamo semplicemente attivando un cantiere occupazionale della durata di due anni: stiamo offrendo a questi ragazzi la possibilità di fare un’esperienza sul campo altamente qualificata, radicata nel proprio comune e nel proprio territorio.
È un modo per dire loro, con i fatti, che lo sbocco occupazionale che cercano è possibile qui, a casa nostra, trasformando una straordinaria vocazione culturale in una reale e dignitosa opportunità di lavoro.
Grazie a uno stanziamento di 25,5 milioni di euro (24,5 milioni regionali e 1 milione di cofinanziamento PR FSE+, Programma Sardegna del Fondo sociale europeo plus), i Comuni sardi potranno assumere da 1 a 8 disoccupati (diplomati o laureati) con contratti di 24 mesi.
I lavoratori saranno impiegati direttamente nei progetti comunali per il recupero e la valorizzazione del patrimonio archeologico e paesaggistico del territorio.
L’iter per l’accesso ai finanziamenti si sviluppa in due momenti principali.
Nella prima fase, i Comuni interessati devono inviare tramite PEC la propria proposta progettuale e il piano occupazionale alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio competente per territorio, che avrà il compito di valutarne la conformità e dichiararne la congruità rispetto alla tutela del bene.
Successivamente, le amministrazioni che avranno ottenuto il via libera formale dalla Soprintendenza potranno passare alla seconda fase, quella della candidatura telematica vera e propria.
Le domande dovranno essere trasmesse esclusivamente online attraverso il portale Sardegna Lavoro, all’interno del sistema SIL, in una finestra temporale molto precisa.
