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REGIONE SARDEGNA * : «A SASSARI PRIMO ANNIVERSARIO DEL RICONOSCIMENTO UNESCO DEL SITO SERIALE “DOMUS DE JANAS”. TODDE: “SIAMO CUSTODI DI UNA EREDITÀ STRAORDINARIA CHE ABBIAMO IL DOVERE DI CONSERVARE, VALORIZZARE E TRASMETTERE ALLE GENERAZIONI FUTURE”. L’ASSESSORA PORTAS: “EDUCAZIONE E CULTURA CREANO NUOVA ECONOMIA PER GIOVANI SARDI”»

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18.40 - martedì 14 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Il riconoscimento dell’UNESCO ci ha ricordato che siamo custodi di una eredità straordinaria che abbiamo il dovere di conservare, valorizzare e trasmettere alle generazioni future”. Lo ha detto la presidente della Regione, Alessandra Todde, intervenendo a Sassari alle celebrazioni del primo anniversario del riconoscimento UNESCO del sito seriale “Domus de Janas”.

Un anno fa, a Parigi, la 47ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale iscriveva infatti il sito seriale “Tradizioni funerarie nella Preistoria della Sardegna: le domus de janas” nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO: il 61° sito italiano.

“Il riconoscimento UNESCO delle Domus de Janas non rappresenta soltanto un prestigioso traguardo scientifico, ma è anche una straordinaria occasione per raccontare la Sardegna in maniera più completa”, ha detto la presidente.

“Un anno fa la comunità internazionale ha riconosciuto che la storia della nostra isola è parte integrante della storia dell’umanità e queste architetture funerarie raccontano una delle espressioni più significative della preistoria del Mediterraneo.

Questo risultato è il frutto di un lungo lavoro collettivo, un percorso in cui le istituzioni hanno lavorato assieme, le une accanto alle altre”, ha aggiunto Todde, ringraziando il Ministero della Cultura, le Soprintendenze, il Comune di Alghero come capofila della candidatura, tutti i Comuni della rete, le Università di Cagliari e Sassari, il CeSIM e tutte le istituzioni che hanno lavorato insieme alla Regione per raggiungere l’obiettivo.

Una menzione particolare è stata fatta dalla presidente Todde alla professoressa Giuseppa Tanda, coordinatrice scientifica del progetto che poi ha ricevuto il riconoscimento UNESCO.

“La sua competenza scientifica, la sua determinazione e la sua capacità di guardare lontano sono state determinanti per costruire questo percorso.

È stata una delle principali protagoniste della candidatura, una donna che ha dedicato una parte importante della propria vita allo studio delle Domus de Janas e alla loro valorizzazione.

La Regione Sardegna le deve molta riconoscenza”.

“La Regione crede profondamente in questo progetto e crede soprattutto in un percorso inclusivo – ha aggiunto la presidente –.

I siti che hanno ottenuto il riconoscimento rappresentano il punto di partenza, non il punto di arrivo.

Il nostro obiettivo è costruire una rete sempre più ampia, capace di accompagnare progressivamente altri territori all’interno di questo percorso comune”.

Ancor prima della decisione ufficiale del Comitato UNESCO la Giunta regionale aveva già destinato 15 milioni di euro ai Comuni interessati dalla candidatura per finanziare interventi di tutela, accessibilità, sicurezza e valorizzazione dei siti.

A questi si aggiungono oltre 18,5 milioni di euro inseriti nella variazione di bilancio attualmente in corso: l’investimento complessivo per i territori che custodiscono il sito seriale supera così i 34 milioni di euro.

“Queste risorse – ha evidenziato la presidente Todde – rappresentano una nostra precisa scelta politica.

Le Domus de Janas sono presenti in decine di comuni della Sardegna e questo riconoscimento può diventare uno straordinario strumento di riequilibrio territoriale, capace di valorizzare anche le aree interne che custodiscono una parte fondamentale della nostra identità”.

Alle celebrazioni ha partecipato anche l’assessora della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, spettacolo e sport, Ilaria Portas.

“A un anno dal riconoscimento UNESCO delle Domus de Janas, la Sardegna ha lavorato molto sul processo di valorizzazione sostenibile dei suoi attrattori identitari”, ha detto l’assessora Portas.

“Questa straordinaria eredità preistorica, unita al resto del nostro patrimonio storico archeologico isolano, è il motore per un turismo lento, etico e rispettoso dei territori.

Per questo la Regione ha stanziato oltre 15 milioni di euro per i comuni coinvolti, investendo su digitalizzazione, tutela e formazione.

Tutto questo, oltre alla valorizzazione e conservazione dei beni, ha un efficace effetto di contrasto allo spopolamento delle zone interne.

Vogliamo che l’educazione e la cultura creino nuova economia per le giovani e i giovani sardi.

È questa la Sardegna che portiamo come bandiera nel mondo: un’isola che continua a investire sulle sue risorse e al contempo sulle nuove generazioni”.

In questo anno la Regione ha fatto conoscere le Domus de Janas nel mondo: all’Expo di Osaka, al Salone Internazionale del Libro di Torino, nei principali appuntamenti dedicati ai siti UNESCO e alla prima Borsa internazionale dei siti Patrimonio Mondiale UNESCO organizzata in Sardegna, con l’obiettivo di far conoscere una Sardegna che affianca alla bellezza del paesaggio una storia millenaria e un patrimonio culturale unico.

“È la direzione che continueremo a seguire”, ha concluso la presidente Todde.

“Il riconoscimento produce valore solo se si traduce in ricerca, tutela, formazione, occupazione e crescita delle comunità che vivono accanto ai siti: è l’impegno che la Regione continua ad assumersi insieme a Comuni, istituzioni culturali, ricerca e comunità.

Le Domus de Janas raccontano la nostra storia.

Il compito che abbiamo davanti è fare in modo che questa storia continui a generare cultura, opportunità e futuro”.

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