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REGIONE LOMBARDIA * : «OLIMPIADI E PARALIMPIADI 2026, PREMIO ROSA CAMUNA A FONDAZIONE MILANO CORTINA E SIMICO. RICONOSCIMENTI CONSEGNATI DA PRESIDENTI ATTILIO FONTANA E FEDERICO ROMANI»

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20.00 - martedì 31 marzo 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il presidente della Giunta regionale, Attilio Fontana, e il presidente del Consiglio regionale, Federico Romani, hanno celebrato gli atleti lombardi premiati alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026. L’evento, realizzato in collaborazione con CONI Lombardia e CIP Lombardia, è stato anche l’occasione per conferire il Premio Rosa Camuna a Fondazione Milano-Cortina, nelle persone del presidente Giovanni Malagò e dell’amministratore delegato Andrea Varnier, e alla Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 S.p.A. – SIMICO, per quest’ultima hanno ritirato i riconoscimenti Veronica Vecchi e l’amministratore delegato Fabio Massimo Saldini. Una Menzione speciale è andata ai comuni di Bormio, Livigno, Valdisotto e Milano: a ritirare l’encomio i sindaci di Bormio, Silvia Cavazzi, di Livigno, Remo Galli, di Valdisotto, Alessandro Pedrini, e, per Milano, Elena Buscemi, presidente del Consiglio comunale.

Il successo sportivo per l’Italia con 30 medaglie olimpiche e 16 paralimpiche, record azzurro in entrambi i casi, rappresenta qualcosa di unico e un traguardo che rimarrà scolpito indelebilmente nella storia: una Lombardia da medaglia d’oro, grazie agli atleti e non solo. Ha vinto il “sistema Lombardia” composto da cittadini, volontari, amministratori locali, professionisti, istituzioni e semplici appassionati di sport. Il cuore pulsante di questi Giochi è stata la Lombardia. Lo è stata nella candidatura del 2018, lo è stata nelle garanzie economiche, che hanno reso possibile l’evento. Per la prima volta nella storia olimpica, le coperture non sono arrivate dallo Stato ma da Regione Lombardia.

Quella di Milano-Cortina, edizione dei record, è stata la prima tra le Olimpiadi diffuse. Un modello innovativo, costruito insieme al CIO, che ha riconosciuto il valore di un sistema territoriale interconnesso, dove grandi città e territori montani hanno collaborato e si sono rafforzati reciprocamente. Milano è forte perché sono forti i territori che la circondano. Questa è stata anche l’edizione che ha registrato il numero più alto di partecipanti nella storia delle Paralimpiadi: 611 atleti provenienti da 55 Comitati Paralimpici Nazionali. Un record assoluto, reso ancora più significativo dalla presenza di cinque nuove nazioni che hanno gareggiato per la prima volta su neve e ghiaccio.

Il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha ringraziato anzitutto gli atleti, perché se non fossero arrivate le medaglie non si sarebbe qui a celebrare questi Giochi. Ha assistito al concepimento di questa avventura nel 2019: con impegno e determinazione si è riusciti ad arrivare al traguardo. Complimenti a tutti i soggetti coinvolti, inclusi la Fondazione Milano-Cortina e SIMICO che hanno saputo garantire una perfetta organizzazione dell’evento. Le Olimpiadi hanno appassionato tantissime persone, persino persone anziane hanno momentaneamente abbandonato i loro programmi preferiti per seguire le gesta dei campioni italiani.

I sacrifici, i durissimi allenamenti e la determinazione, che hanno permesso agli atleti di arrivare in cima al mondo, devono essere un riferimento per tutti i piccoli atleti che si avvicinano a un’attività sportiva e per tutti i giovani che praticano lo sport di base. Per questo è necessario lavorare sempre più insieme alle società sportive per sviluppare un percorso etico e sociale in cui le famiglie devono essere coinvolte in prima persona, in stretta collaborazione con il Coni Lombardia e il CIP Lombardia, le due “case” degli atleti lombardi. Un modello vincente, come hanno dimostrato anche gli straordinari risultati sportivi conseguiti a Milano Cortina 2026.

Dietro ogni medaglia olimpica e paralimpica c’è una rete lombarda fatta di società, volontari, famiglie e amministrazioni. In base ai dati del CONI Lombardia, nella Regione operano oltre 15.000 associazioni e società sportive, spesso veri incubatori di talenti in numerose discipline. Il plauso va dunque ai singoli atleti lombardi celebrati, ma anche a quell’ecosistema sportivo che li ha formati e accompagnati: una rete che può contare su 41.000 spazi dedicati alla pratica sportiva – circa un terzo del totale nazionale – e che ha contribuito a portarli all’apice delle loro imprese.

Estendere il modello di competizioni sportive diffuse è una delle legacy rimaste. La Lombardia è stata ideatrice di un’organizzazione che è già punto di riferimento del CIO per le prossime due edizioni dei Giochi invernali. Da questa esperienza emerge chiaramente la necessità di unire Paralimpiadi e Olimpiadi in un’unica manifestazione, superando l’impostazione di eventi di rango diverso.

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