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REGIONE EMILIA-ROMAGNA * :«LA PARITÀ DI GENERE NELLA SCIENZA: IL 11 FEBBRAIO LA GIORNATA DEDICATA ALLE DONNE E ALLE RAGAZZE»

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17.01 - martedì 10 febbraio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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**PARI OPPORTUNITÀ. DOMANI, 11 FEBBRAIO, LA GIORNATA DELLE DONNE E DELLE RAGAZZE NELLA SCIENZA. IL PRESIDENTE DE PASCALE E L’ASSESSORA ALLEGNI: “URGENTE RIMUOVERE GLI OSTACOLI CHE LIMITANO LA PIENA PARTECIPAZIONE FEMMINILE AI PERCORSI SCIENTIFICI E TECNOLOGICI. COSÌ SI INVESTE SU UNA SOCIETÀ PIÙ GIUSTA, COMPETENTE E PRONTA PER IL FUTURO”**

Giornata istituita nel 2015 dall’Onu per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla disparità di genere in campo scientifico. L’impegno della Regione per abbracciare questa missione. “Garantire a ogni ragazza la libertà di coltivare le proprie attitudini non è un favore, è un diritto”

Bologna – “Questa Giornata richiama un’urgenza: rimuovere gli ostacoli, visibili e invisibili, che ancora oggi limitano la piena partecipazione di donne e ragazze nei percorsi scientifici e tecnologici. I dati e l’esperienza quotidiana ci dicono che le donne rimangono sottorappresentate nelle discipline Stem e nella ricerca”.

Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessora regionale alle Pari opportunità e Cultura, Gessica Allegni, in occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, che si celebra domani 11 febbraio.

Istituita nel 2015 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con un preciso obiettivo: aumentare la consapevolezza e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla disparità di genere in campo scientifico e il libero accesso di donne e ragazze alla ricerca.

“Non è solo una questione di equità- aggiungono de Pascale e Allegni-, è un limite che impoverisce l’innovazione, rallenta lo sviluppo e riduce la qualità delle soluzioni che la scienza può offrire. Quando viene esclusa metà della popolazione dal contribuire pienamente alla ricerca e all’innovazione, perdiamo talenti, punti di vista, creatività e capacità di risposta alle grandi sfide del nostro tempo dalla salute al clima, dall’energia al digitale”.

Secondo i dati dell’Onu, a livello internazionale le donne e le ragazze rappresentano solo il 28% dei laureati in ingegneria e il 40% dei laureati in informatica e computer science. Dal punto di vista dell’accesso alla ricerca, viene evidenziato che la percentuale femminile di ricercatrici (stimata intorno al 33%) può contare su borse inferiori a quelle dei colleghi maschi.

“Gli stereotipi di genere si radicano fin dall’infanzia, condizionando le aspirazioni delle bambine e delle ragazze, orientandole lontano dalle carriere scientifiche- sottolineano il presidente de Pascale e l’assessora Allegni-. È nostro dovere intervenire su questo meccanismo, promuovendo modelli positivi, abbattendo gli ostacoli all’accesso nel mondo del lavoro e creando le condizioni perché ogni ragazza possa coltivare liberamente le proprie attitudini. Garantire a ogni ragazza la libertà di coltivare le proprie attitudini non è un favore, è un diritto- concludono-. E investire sul protagonismo delle donne nella scienza significa investire in una società più giusta, più competente e più capace di affrontare il futuro”.

**L’impegno della Regione**

Sono diverse le iniziative che la Regione Emilia-Romagna sta promuovendo proprio con la finalità di ridurre questo divario e incentivare la scelta dei percorsi di studio in scienze, tecnologia, ingegneria e matematica da parte delle studentesse.

Tra queste, “Ragazze Digitali ER”, un progetto di orientamento nell’ambito delle attività di Data Valley Bene Comune – Agenda Digitale dell’Emilia-Romagna, che si pone come obiettivo principale l’avvicinamento delle ragazze al digitale, all’informatica e alle loro applicazioni pratiche, in modo divertente e creativo, per affermare concretamente che il digitale è anche una cosa da ragazze.

Tra le proposte, non solo laboratori formativi e orientativi, ma anche visite guidate ai luoghi di eccellenza dell’innovazione tecnologica dell’Emilia-Romagna, oltre che azioni seminariali, divulgative e di sensibilizzazione.

Estensione dell’iniziativa è “Summer Camp – Ragazze Digitali ER”, che ha visto nel 2025 il coinvolgimento di oltre 300 ragazze sul territorio regionale, con un finanziamento di circa 275mila euro: le attività dei camp estivi hanno spaziato dal coding alla robotica, dall’intelligenza artificiale generativa al gaming, fino ad applicazioni legate alla transizione ecologica, con l’obiettivo di coniugare competenze tecnico-scientifiche e creatività.

Su queste tematiche è stato prodotto anche un podcast dal titolo “Women in Tech ER”: una serie di incontri su donne e digitale per affrontare i temi collegati al divario di genere, durante i quali è stato approfondito l’effetto che ha l’assenza delle donne nella cultura digitale sulla riproduzione delle disuguaglianze negli algoritmi.

Anche i webinar formativi rivolti alle e agli insegnanti hanno acceso i riflettori sul tema. In attuazione dell’Intesa sottoscritta con l’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna per promuovere nelle istituzioni scolastiche la cultura delle pari opportunità, la Regione infatti ha organizzato un primo percorso di formazione rivolto ad insegnanti delle scuole secondarie di primo grado sull'”Educazione alle pari opportunità, con particolare riferimento al superamento degli stereotipi di genere”.

Per il personale docente delle scuole secondarie di secondo grado, inoltre, è stato organizzato un webinar dal titolo “Stem al femminile: trasformiamo il mondo un’equazione alla volta”, tenuto da Susanna Sancassani responsabile di Metid, servizio di Metodi e Tecnologie Innovative per la Didattica del Politecnico di Milano.

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