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REGIONE EMILIA-ROMAGNA * :«IL RIORDINO TERRITORIALE AL CENTRO DEL CONFRONTO TRA LA REGIONE E I COMUNI DELL’EMILIA-ROMAGNA»

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16.54 - martedì 16 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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RIORDINO TERRITORIALE. LUOGO AL CAMBIAMENTO, SESTA TAPPA A RAVENNA DEL PERCORSO DELLA REGIONE PER RIDISEGNARE IL SISTEMA DEGLI ENTI LOCALI DELL’EMILIA-ROMAGNA: AL VIA IL CONFRONTO CON TERRITORI E ISTITUZIONI PER RAFFORZARE GOVERNANCE, SERVIZI E COLLABORAZIONE TRA COMUNI. L’ASSESSORE BARUFFI: “MAGGIORE FORZA AI TERRITORI, A PARTIRE DAI CONTESTI PIÙ FRAGILI, E ALLA CAPACITÀ DI RISPOSTA AI BISOGNI DELLE CITTADINE, DEI CITTADINI E DELLE COMUNITÀ”

Presenti il sindaco di Ravenna, Barattoni, e la presidente della Provincia, Palli. Previsti uno spazio digitale dedicato e una campagna di comunicazione per favorire la partecipazione online di portatori di interesse, cittadine e cittadini

Bologna – Diciotto Comuni, oltre 388.000 abitanti, due le Unioni a cui aderisce l’88% delle municipalità ravennati, escludendo il capoluogo. Un sistema di enti locali che conta 2.702 dipendenti, l’8,9% del totale in regione, e una capacità di spesa pari a 586 milioni di euro, il 9,3% del totale regionale.

È da questa fotografia della capacità amministrativa negli Enti locali del territorio della provincia di Ravenna, caratterizzato da una elevata diffusione della gestione associata di funzioni e servizi, realtà da cui prosegue il percorso partecipato promosso dalla Regione per ripensare il funzionamento delle istituzioni locali, rafforzare la collaborazione tra enti, migliorare organizzazione e servizi, ridurre le differenze territoriali e costruire le nuove scelte attraverso il confronto.

Oggi pomeriggio a Ravenna la sesta tappa di ‘Luogo al cambiamento’, una serie di nove incontri territoriali, uno per provincia, previsti dalla Regione per costruire insieme a Comuni, Province, Unioni e Città metropolitana la riforma del riordino territoriale regionale: un processo partecipato che punta a rafforzare il modo in cui gli enti, a tutti i livelli, programmano e lavorano insieme, migliorando al tempo stesso la capacità amministrativa, la gestione delle risorse e l’organizzazione dei servizi offerti a cittadine e cittadini sui diversi territori.

Ad aprirei lavori, l’assessore regionale alla Programmazione strategica e attuazione del Programma, Davide Baruffi, il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, e la presidente della Provincia, Valentina Palli.

Il territorio di Ravenna è caratterizzato da una presenza di Comuni medi e grandi: la metà è tra i 5 mila e i 15 mila abitanti, il 28% ne ha più di 15mila. Se escludiamo Faenza e i Comuni della Romagna Faentina, che hanno conferito tutto il personale in Unione, 5 Comuni su 18 hanno meno di 25 unità di personale. I Comuni del territorio ravennate associati in Unioni hanno una elevata propensione alla collaborazione nella gestione di funzioni e attività con altri Comuni e con la Provincia. Le Unioni gestiscono mediamente 12,5 funzioni sulle 13 finanziate dal Piano regionale territoriale (Prt): 12 funzioni gestite dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna’ e 13 funzioni dall’Unione della Romagna Faentina.

Le Unioni presenti sono dei poli di servizi per i Comuni del territorio. La Provincia svolge delle attività di coordinamento per il territorio e il capoluogo collabora per diverse funzioni con i Comuni non in Unione.

“I Comuni del territorio ravennate hanno elevata propensione a collaborare tra loro e con la Provincia nella gestione di funzioni, attività e servizi con altri Comuni e con la Provincia- sottolinea l’assessore Baruffi-. Questo aspetto rappresenta un buon punto di partenza per migliorare le sinergie e costruire un’Emilia-Romagna istituzionalmente più forte ed efficiente ma allo stesso tempo sempre più vicina alle cittadine e ai cittadini, capace di rispondere ai cambiamenti sociali ed economici e di accompagnare lo sviluppo dei territori. Insieme alle autonomie locali vogliamo costruire un percorso condiviso che ci permetta di rafforzare la capacità della programmazione complessiva e amministrativa degli enti (a partire da quelli più fragili e periferici), migliorare la qualità dei servizi e ridurre i divari territoriali. Il coinvolgimento diretto di Comuni, Province, Unioni e Città metropolitana è indispensabile per tradurre questi obiettivi in scelte concrete e sostenibili per tutto il territorio regionale”.

Il percorso

Il percorso di riordino territoriale promosso dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Anci, Upi, Uncem e Città metropolitana di Bologna, è stato avviato dal ‘Documento di indirizzo per il riordino territoriale’, approvato dalla Giunta regionale lo scorso 20 aprile, che ha aperto la fase di confronto e partecipazione con i territori.

Insieme a Province, Comuni e Unioni di Comuni, Comunità montane e Città metropolitana di Bologna, la Regione, attraverso un percorso partecipato fondato sul confronto e sulla collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, punta a costruire una riforma del sistema territoriale dell’Emilia-Romagna. L’obiettivo è rafforzare il modo in cui gli Enti a tutti i livelli (Comuni, Unioni di Comuni, Province, Città metropolitana e Regione) programmano e lavorano insieme (governance multilivello) migliorando al tempo stesso la loro capacità di organizzarsi, gestire risorse e offrire servizi (capacità amministrativa).

Maggiori informazioni sul sito Partecipazione al link: https://partecipazione.regione.emilia-romagna.it/piani-programmi-progetti/piano-di-riordino-territoriale

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